UN CAPOLAVORO! L'ITALIA C'E', CONTE UN VERO CONDOTTIERO

UN CAPOLAVORO! L'ITALIA C'E', CONTE UN VERO CONDOTTIERO

© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
 di Nicola Galloro articolo letto 463 volte

Un capolavoro! Il netto successo conseguito dagli azzurri sul Belgio costituisce piena e compiuta realizzazione dell’intero biennio trascorso sotto l’egida di mister Conte.

L’analisi del giorno dopo è sempre la migliore. Perché la più attendibile, perché svolta a mente fredda, perché lontana da contingenti euforie. Chè se quest’ultime permangono anche il giorno dopo, allora non trattasi di affrettato giudizio o di prematuro compiacimento, bensì di reale pregio criticamente vagliato.

Chi segue la nostra linea…editoriale, ben ha potuto individuarne i tratti caratteristici. Abbiamo preso posizione sin dal principio, favorevolmente disquisendo già sulle convocazioni diramate dal nostro selezionatore. Abbiamo convintamente respinto lo scetticismo, meglio l’antipatico sentimento di fervida anti-italianità che ha animato le ore immediatamente precedenti l’esordio azzurro nell’Europeo.

Italia vittima sacrificale, il Belgio vincerà a mani basse, non ci sarà storia. Il leitmotiv della vigilia è stato spudoratamente smentito dalla evidenza dei fatti. Che hanno consegnato una squadra, matura e determinata, intrisa di agonismo collettivo e purtuttavia contraddistinta da qualità di gioco e di giocata.

Conte ha schierato il miglior undici possibile ed ha, come di consueto, azzeccato la lettura preventiva della partita. Al Belgio solo il possesso palla, sterile ed infruttuoso. A noi un apparente difensivismo di maniera, salvo invero ammirare una Nazionale mentalmente padrona del campo e tatticamente irresistibile.

Le minuzie, i dettagli, hanno creato differenza. De Rossi, frangiflutti davanti alla difesa, tutto ha svolto fuorché il ruolo del regista. Incombenza, l’ultima, volutamente lasciata a Bonucci, che al 31’pt ha sfoderato un assist stupendo per Giaccherini, che con aggancio al volo e previo spostamento di palla sull’altro piede ha splendidamente superato il portiere fiammingo.

Hanno funzionato i raddoppi, a volte le triplette in marcatura: Candreva meraviglioso terzino aggiunto, Parolo e Giaccherini sempre presenti nella nostra area, De Rossi autentica diga ed all’occorrenza centrale difensivo di eccezione.

Una brillantezza atletica, specie nei primi settantacinque minuti, arricchita da smalto ed intelligenza di corsa. Con i due attaccanti, Pellè ed Eder, pronti a sacrificarsi ed a giocare a 40 metri dalla porta avversaria. Ciò che aveva positivamente impressionato nell’amichevole contro la Finlandia, opportunamente migliorato e potenziato, è stato riproposto ieri sera contro la seconda del ranking FIFA.

Il Belgio francamente ci ha capito poco. Che in difesa non fosse impenetrabile era cognito; ciò che non era preventivabile era una pressoché costante inconsistenza d’attacco. Nonostante i sei attaccanti catapultati nel finale dall’allenatore.

A ben pensarci, il Belgio in 90 minuti ha colpito solo una volta: tiro dell’opaco Lukaku su Buffon in uscita (abile a deconcentrare l’avversario) di poco alto rispetto all’incrocio dei pali. Occasione nata addirittura da un calcio d’angolo a nostro favore con contropiede gentilmente regalato.

E i nostri, capita la lezione, non hanno più sbagliato. Conte, dopo la succitata azione, ha spronato a dovere i suoi calciatori che, nel prosieguo, hanno manifestato furbizia e malizia tattiche ricorrendo al fallo tattico in caso di transitoria inferiorità numerica.

Le statistiche consegnano un Belgio che ha tirato due volte in porta, una per tempo, ma solo una chance concessa dall’interno della nostra area. Anzi, per pignoleria di esposizione, il tiro di Lukaku è stato scagliato da 15 metri! L’Italia invece ha realizzato due gol, altri due se l’è mangiati per imprecisione propria o per miracoli del pipelet fiammingo ed in generale ha dominato la partita.

E poi i cambi. Conte ha migliorato se stesso, convincendo anche e soprattutto in sede di sostituzioni operate. Tutte giuste: De Sciglio ha rilevato uno stanco Darmian e da lì in poi il Belgio sulla nostra fascia difensiva sinistra non ha più attaccato. Immobile (per Eder) ha sfiorato il raddoppio e poi compartecipato alla tessitura del contropiede vincente del 92esimo. Thiago Motta, tanto contestato, dapprima ha recuperato un paio di preziosi palloni all’interno della nostra tre quarti; successivamente ha fatto valere la propria calma saggezza e tempra per ideare un corto passaggio in verticale dal quale è scaturita la seconda marcatura.

L’Italia ha vinto e convinto! E’ la prima tra le grandi d’Europa a vincere col supporto e sostegno della prestazione. Non si trionfava in una gara inaugurale dell’Europeo dall’edizione del 2000 ospitata dai Paesi Bassi.

Le proporzioni si rovesciano; dopo ieri sera se il Belgio viene ancora additata quale favorita all’imposizione finale allora l’Italia è la vincitrice in pectore dell’edizione.

Senza scaldarci e mantenendo un basso profilo, più sommessamente esclamiamo: buona la prima! Ed ora avanti con la Svezia; potremmo già qualificarci, e da primi, per gli ottavi il prossimo venerdì.

P.s.: Volutamente si sorvola sulle negatività tout court che hanno preceduto il debutto di ieri. L’Italia si ama perché è un dogma, perché è nostra, perché è di tutti noi. Senza se e senza ma!