Napoli, l'ennesimo tradimento poteva essere evitato

Napoli, l'ennesimo tradimento poteva essere evitato

 di Marco Di Nardo articolo letto 270 volte

Napoli, l'ennesimo tradimento è stato compiuto. Che tra Sarri e De Laurentiis non sia mai stato grande amore, era chiaro a tutti da molto tempo ormai. Di attacchi così pesanti, come accaduto ieri sera a fine gara, da parte del numero uno partenopeo nessuno forse se li ricorda. Nessuno però si deve dimenticare che alla fine, Sarri è stata la quarta scelta di De Laurentiis due stagioni fa. Ebbene sì, dopo l'addio di Benitez, il patron azzurro ricevette un secco no da Emery, da Montella, da Klopp, da Spalletti e da Prandelli. Cinque no molto pesanti che dimostravano la poca forza del progetto tecnico del Napoli. Un allenatore andava scelto e venne ingaggiato Sarri che, per fortuna sua e dei tifosi partenopei, è riuscito in un anno e mezzo a fare molto meglio dei suoi predecessori. 

Nonostante ciò, De Laurentiis non ha perso occasione (peccato!) di attaccare pubblicamente per l'ennesima volta il proprio allenatore, addirittura facendo capire quasi che gli dispiaccia, a distanza di anni, di aver perso un tecnico come Mazzarri. Certo, è vero, rispetto a Sarri il tecnico di San Vincenzo allenava tranquillamente i giocatori che aveva trasformando in oro anche quello che non poteva esser trasformato. Sarri però, a dispetto di Mazzarri, porta avanti la crescita di una squadra giovane ed ha riqualificato, dopo l'annata nera di Benitez, giocatori che nei due anni precedenti erano stati altalenanti. 

In un anno e mezzo, l'ex Empoli ha ottenuto un secondo posto, ha superato la fase a gironi di Champions League al primo posto, è terzo in classifica, è in semi finale di Coppa Italia e, con la scelta di Mertens come falso nueve è riuscito a sopperire alla partenza di Higuain e all'infortunio di Milik. 

Con risultati del genere, è impensabile criticare Sarri. Inoltre, premesso che De Laurentiis sia il presidente ma anche che è Sarri l'allenatore e quindi a fare queste scelte, il patron azzurro negli ultimi tredici anni non ha mai dimostrato di essere un grande intenditore di calcio. Anche se lo fosse, dichiarazioni come quelle di ieri, almeno in pubblico, andavano evitate. 

E' vero, la squadra non è scesa in campo con la tento decantata "cazzimma" ma è anche vero che si trovava a cospetto di un club che ha vinto ben 11 Champions League ed una squadra che è campione del mondo. Più che pensare alla tattica, il numero di azzurro dovrebbe pensare a come raggiungere club del genere, allargando il proprio staff dirigenziale con l'arrivo di un direttore generale ed ampliando l'ufficio marketing in quanto, la somma totale che prende il Napoli dai vari sponsor è uguale al ricavo una singola partnership di club come Juventus e Real Madrid. 

Più che pensare alla linea difensiva e al fatto che Pavoletti non gioca, pensasse a costruire un centro sportivo ad hoc ed uno stadio nuovo perché solo in questo modo, il Napoli può aumentare il proprio fatturato e ridurre il gap con club come quello di Florentino Perez.