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Finisce la Champions League 2011/2012 con il trionfo dei Blues
20.05.2012 00:00 di Simone Lorini articolo letto 1505 volte

All'Allianz Arena di Monaco finisce un cammino iniziato 326 giorni fa, data del 1° preliminare di Champions League 2011-2012, tra i lussenburghesi del F91 Dudelange e gli andorrani del Santa Coloma. Il più ambito trofeo continentale per club, finisce tra le mani di Roberto Di Matteo e del suo Chelsea, che si laurea Campione d'Europa dopo una corsa incredibile, che ha mietuto vittime eccellentissime come Napoli, Benfica, Barcellona e stasera il Bayern Monaco, battuto a domicilio dopo una incredibile partita durata oltre 130' e terminata ai rigori per effetto dell'errore decisivo di Schweinsteiger e della trasformazione di Drogba. Il Chelsea diventa così la 22^ squadra a vincere il più ambito trofeo a livello continentale, premiando gli sforzi economici (oltre 900 milioni di sterline) e non solo di Roman Abramovich, che questa coppa la sognava sin da quanto ha acquistato il club nel luglio 2003. E' il trionfo di Roberto Di Matteo, settimo allenatore italiano a vincere la Champions, tecnico in grado di ricostruire un gruppo vincente partendo dalle colonne del Chelsea, vedi Lampard e Drogba, abbandonando i folli esperimenti tattici di Villas Boas per puntare su una rosa collaudata che ha fatto della fase difensiva il proprio punto di forza, unito ad un incredibile Drogba, in grado di trascinare la squadra in finale a forza di gol e prestazioni sontuose, culminate stasera con la rete che di fatto ha consegnato il titolo ai Blues, siglata nell'ultimo rigore dell'intera manifestazione.

IL PROTAGONISTA - Sarebbe scontato dire Lionel Messi, ancora capocannoniere della manifestazione, ma pesano come un macigno i 180' di digiuno contro il Chelsea, che sono costati l'eliminazione al Barcellona contro l'arcigna difesa dei Blues. Non dico Gomez, vicecapocannoniere, ne Drogba, che ha trascinato il Chelsea alla vittoria con reti pesantissime in quasi tutte le gare della fase finale. Io dico che il massimo protagonista di questa Champions tinta di Blue è stato Petr Cech, estremo difensore del Chelsea. Eroico nella doppia sfida contro il Barcellona, ha saputo confermarsi anche in finale, parando tutto fino alla rete di Muller e andando a negare a Robben la rete del 2-1 su rigore, con il guizzo che mantiene in partita la squadra londinese. Annata memorabile la sua, che lo fregia del titolo di migliore portiere al mondo. 

LA SORPRESA - Lo storico quarto di finale raggiunto dall' Athlitikos Podosfairikos Omilos Ellinon Lefkosias (o APOEL) Nicosia rimarrà per sempre negli annali del club e della Champions League. La squadra di Jovanović, vincitrice del Gruppo G davanti a Zenit, Porto e Shakhtar ha fatto sognare un'isola intera, prendendosi la soddisfazione di eliminare anche un abituè della fase finale come il Lione prima di affondare inesorabilmente contro l'ostacolo Real Madrid. Troppa la differenza tra le due squadre (tra andata e ritorno score totale 8-2 per i madrileni), quasi imbarazzante in campo, ampiamente giustificata tuttavia dalla disparità di spessore del blocchetto degli assegni di Florentino Perez e Kyriakos Zivanaris (patron dei due club).

L'ITALIA - Negativo il bilancio dell'ultima annata dei 4 club italiani, dall'anno prossimo infatti il ranking UEFA concederà solo a 3 squadre della Serie A di giocarsi la massima competizione continentale. L'Udinese saluta già ai preliminari, battuta da sfortuna ed Arsenal, nonostante due buone prove che non bastano tuttavia per avere ragione dei Gunners di Wenger. L'Inter non riesce a superare l'ostacolo Olympique Marsiglia agli ottavi, nonostante un sorteggio più che benevolo, battuta più dalle proprie incertezze interne che da un avversario apparso il peggiore dei 16 qualificatisi alla fase finale. Il Milan crolla a Barcellona dopo una partita di catenaccio a Milano, che seguiva una bruttissima figura all'Emirates Stadium di Londra, con l'Arsenal vicina a ribaltare lo 0-4 di San Siro. Finirà 3-0 per i Gunners, con l'eliminazione rimandata alla trasferta catalana (3-1). Decisamente positiva invece la prima esperienza in CL per il Napoli, che passa con pieno merito nel girone più arduo di tutta la manifestazione (Bayern finalista, Manchester City campione d'Inghilterra ed il fanalino di cosa Villarreal, che addirittura retrocederà al termine della stagione dopo 6 ko su 6 in Europa), passando come seconda alle spasse dei tedeschi. Urna di Nyon affatto benevole con gli uomini di Mazzarri, che pescano il Chelsea, in crisi in quel momento ma comunque squadra esperta e piena di talento. Dopo un incredibile 3-1 in rimonta al San Paolo, a Stamford Bridge vengono a galla tutti i limiti di una squadra costruita in tre anni, con esperienza internazionale che rasenta lo zero e non particolarmente fortunata nei momenti chiave della partita. Drogba trascina i Blues ai quarti, a De Laurentiis restano i rimpianti e l'orgoglio di aver affrontato, alla prima partecipazione, le due finaliste ed avere eliminato i futuri campioni di Inghilterra. 


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