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30.05.2011 08:00 di Gaetano Mocciaro articolo letto 6331 volte

Eric Cantona è stato uno dei personaggi più estrosi e controversi del calcio anni ’90. Talento immenso sorretto però da un carattere particolare, che gli ha fatto perdere alcuni tram che non sarebbero mai più passati (vedere l’esclusione dalla nazionale francese, poi campione del mondo nel 1998) e dire basta al calcio giocato ad appena 31 anni. Uno stop che se non fosse arrivato così l’avrebbe visto inserito fra i campioni d’Europa del 1999 col suo Manchester United, di cui è ritenuto il giocatore del secolo, davanti persino a leggende come George Best e Bobby Charlton.

La decisione di ritirarsi così presto avvenne nella primavera del 1997, dopo l’eliminazione in semifinale contro il Borussia Dortmund. E con la coppa dalle grandi orecchie unico obiettivo rimasto, persa per l’ennesima volta, gli stimoli di Cantona finirono. D’altronde in Inghilterra e Francia aveva vinto tutto quello che c’era da vincere e rimaneva solo l’Europa. Alla fine la bacheca a livello continentale è rimasta vuota e l’unica volta in cui avrebbe potuto assicurarsi un trofeo sarebbe stato non da protagonista. Ci riferiamo alla Coppa del Campioni 1990/91. Cantona gioca nell’Olympique Marsiglia del presidente Bernard Tapie, che in poco tempo aveva costruito una squadra stellare, a cui il campionato francese non bastava più. Cantona lascia il segno solo nella prima partita, contro gli albanesi della Dinamo Tirana, dove segna una delle cinque reti dei marsigliesi. Il cammino di Cantona si chiude virtualmente anzitempo, sebbene rimanga un effettivo della squadra fino a fine stagione. Tutto nasce dal cambio in panchina a stagione in corso, quando Franz Beckenbauer viene sollevato dall’incarico e sostituito dal belga Raymond Goethals, col quale sono praticamente scintille. Cantona viene messo ai margini della squadra e ceduto a fine campionato, mentre il Marsiglia, dopo aver eliminato Lech Poznan, Milan e Spartak Mosca, cederà ai rigori nella finale di Bari contro lo Stella Rossa.

Una parentesi al Nimes e poi il volo per l’Inghilterra, su suggerimento dell’allora ct della Francia Michel Platini. La terra d’Albione diventerà la sua seconda casa. Acquistato dal Leeds, Cantona vince lo scudetto al primo colpo. Ha l’occasione pertanto di giocare la Coppa dei Campioni. Al primo turno contro lo Stoccarda, è protagonista della clamorosa rimonta dei suoi sui tedeschi, vincenti all’andata 3-0: al ritorno a Elland Road, Cantona prima serve l’assist a Speed per l’1-0, poi segna il terzo gol superando in pallonetto il portiere. La partita finirà 4-1 e per l’occasione la qualificazione verrà decisa in un terzo match, in campo neutro a Barcellona, con il Leeds che vincerà per 2-1. Il turno successivo, però, si ferma la corsa per mano dei Rangers. Cantona segnerà un’inutile rete nel match di ritorno.

L’eliminazione sancisce l’addio del francese da Leeds: a novembre il Manchester United se lo assicura per 1,2 milioni di sterline. Dei red devils diventerà presto il beniamino, regalando 4 campionati in 5 anni e 2 FA Cup. In Europa, però, si ride poco: il primo tentativo allo United per Cantona fallisce al secondo turno. Lui segna due reti, una all’Honved e un’altra al Galatasaray, con un tiro al volo su lancio di Keane, che vale un incredibile 3-3 finale a Old Trafford. Il ritorno in Turchia finirà a reti bianche eliminando a sorpresa la squadra di Ferguson. L’anno successivo per Cantona è ben peggiore. La squadra è eliminata ai gironi e lui gioca appena 2 partite senza segnare. Nel gennaio della stessa stagione il francese è protagonista di un episodio passato alla storia: in una partita in trasferta contro il Crystal Palace viene espulso e, vistosi insultato dagli spalti da un tifoso avversario lo colpisce con un colpo di kung-fu. Il gesto gli costerà nove mesi di squalifica e allo United lo scudetto. Privi del suo trascinatore i red devils cederanno al sorprendente Blackburn. Quando torna, però, il francese si fa perdonare e da leader trascina i suoi all’ennesimo titolo e l’accesso alla Champions seguente. E’ il 1996 e l’obiettivo dichiarato è salire sul tetto d’Europa. La leadership di Cantona ora diventa ufficiale con la fascia di capitano che finisce sul suo braccio, dopo il ritiro di Steve Bruce. Lui in Champions gioca tutte le partite, segnando nei gironi a Fenerbahce e Rapid Vienna e al Porto ai quarti di finale. In semifinale ad aspettare i Red Devils c’è il Borussia Dortmund. Gli inglesi sono favoriti e invece a spuntarla sono i tedeschi con un doppio 1-0.

Per Cantona l’ennesima delusione europea è sufficiente per appendere le scarpe al chiodo. Lo United, d’altro canto, sarà protagonista due anni più tardi di una storica tripletta: campionato, FA Cup e soprattutto la Champions League, arrivata dopo 41 anni di attesa. Un peccato davvero, che quello che è stato per anni il giocatore più rappresentativo non abbia potuto godersi da protagonista il trofeo.
 


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