Auguri a Fatih Terim, Imperatore d'Europa nel 2000

Auguri a Fatih Terim, Imperatore d'Europa nel 2000

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 di Federico Mariani articolo letto 106 volte

Un palo ed una traversa. Quello che serve all’Imperatore ed alla sua truppa per scrivere la storia. Nella sera del 17 maggio 2000 un club turco vince per la prima volta una manifestazione europea. È il Galatasaray dei vari Taffarel, Popescu, Davala, Hagi, Okan Buruk ed Hakan Sukur. Il comandante di questa squadra sorprendente è Fatih Terim. Tecnico nativo di Adana, con un passato da difensore e presenze anche nella Nazionale negli anni ’70, porta il club del quartiere Galata di Istanbul verso la conquista del campionato turco e lo rende una mina vagante in Europa con un gioco votato all’attacco. Gli ingredienti per il miracolo sono tanta corsa, contropiedi a tutta velocità, pressing asfissiante. E, soprattutto, tanto lavoro dal punto di vista psicologico. La parola d’ordine è “pazienza”. Terim chiede ai suoi giocatori di non aver paura di perdere, di lavorare con tranquillità, sfruttando e valorizzando le proprie qualità. Il suo Galatasaray non dovrà più difendersi ad oltranza, ma imporre il suo gioco fisico. Il primo cambiamento deve avvenire attraverso questa tendenza ad aggredire gli avversari. E con calma i risultati arriveranno. Basta pazientare. E l’occasione arriva. L’edizione della Coppa UEFA 1999/00 consacra la banda Terim, al termine di una cavalcata incredibile. I giallorossi superano il Bologna con qualche difficoltà e poi espugnano il campo del Borussia Dortmund, conquistando il pass per i quarti di finale. L’ostacolo successivo, il Maiorca, viene spazzato via con un 4-1 in trasferta ed un 2-1 tra le mura amiche. In semifinale, tocca al Leeds inchinarsi allo strapotere degli uomini di Terim: 2-0 alla Turk Telekom Arena e 2-2 in terra inglese. Tra la leggenda ed il Galatasaray c’è l’Arsenal del trio d’attacco composto da Overmars, Bergkamp ed Henry. Il Parken Stadium di Copenaghen è il teatro di una partita giocata a viso aperto da entrambe le squadre. Gli uomini dell’Imperatore conducono la gara e si rendono pericolosi a più riprese. Il portiere avversario Seaman è chiamato a sbrigare situazioni pericolose. Tutto sembra indirizzato verso l’apoteosi, ma al 93’ accade l’imprevisto: il capitano Hagi viene espulso per un fallo di reazione. In 10, il Galatasaray rischia grosso, ma resiste stoicamente, guidato dal proprio guru, che si sbraccia in panchina. Serve una grande parata di Taffarel su Henry per portare la sfida ai rigori. La calma e la pazienza richiesti dall’Imperatore si vedono dagli 11 metri: nessun giallorosso sbaglia, mentre Suker e Vieira sparano sulla traversa. La storia è stata fatta. Un club turco ha conquistato l’Europa. Probabilmente quella notte resta tuttora la soddisfazione più grande di un uomo che oggi compie 63 anni.