Auguri a Boban, campione diventato rossonero quasi per caso

Auguri a Boban, campione diventato rossonero quasi per caso

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Federico Mariani articolo letto 106 volte

La Storia è veramente imprevedibile. Segue trame e fili conduttori oscuri alla mente umana, fa giri contorti, innalza ed abbassa con rapidità sconcertante. Basti pensare alla vicenda di Zvomir Boban. Il centrocampista croato era uno dei prodotti più interessanti del vivaio balcanico ed una delle stelle della Dinamo Zagabria. Nel 1990 avrebbe dovuto partecipare ai Mondiali che si sarebbero svolti in Italia. Nel maggio di quell’anno, iniziarono a manifestarsi in maniera preoccupante i primi sintomi della guerra intestina alla Jugoslavia. La squadra di Boban non riuscì a disputare il match sentitissimo contro la Stella Rossa, a causa dei disordini scoppiati sugli spalti dello stadio Maksimir. Il bilancio fu drammatico: 138 feriti e 147 arresti. Nel tentativo di salvare un tifoso dalle manganellate della polizia, Boban colpì con un calcio un agente. Risultato: squalifica immediata di sei mesi e niente campionato del mondo.

Eppure, la delusione per la mancata partecipazione alla competizione iridata lasciò ben presto spazio all’entusiasmo: l’Italia lo chiamava. Il Milan lo aveva osservato ed aveva deciso di puntare su di lui per il futuro. L’acquisto avvenne nel 1991, ma prima del rossonero ci fu il biancorosso del Bari, squadra in cui fu inviato in prestito. Poi Milano accolse questo giovane croato classe 1968, nativo di Imoschi. Risultato: 2 scudetti consecutivi (1992/93 e 1993/94) e tre finali di Champions League di fila. I match contro Olympique Marsiglia ed Ajax lasciarono solamente una medaglia d’argento ed un grande carico di amarezza e rimpianti.

Poi venne la notte del 18 maggio 1994, quella del trionfo totale dei rossoneri di Capello sul grande Barcellona di Cruyff. Una delle pagine più belle della storia del Milan.  In quella sfida, terminata con un 4-0 roboante, Boban giocò come esterno destro, nonostante desse il meglio di sé come trequartista. Il cambio di ruolo non gli impedì di ritagliarsi ugualmente un ruolo di primo piano. Non sarebbe stato l’ultimo trionfo per questo campione croato, vincitore di altri due scudetti, nel 1995/96 e nel 1998/99. Tatticamente ineccepibile, dotato di un grande acume e di una rapidità di apprendimento incredibile, è diventato opinionista e commentatore tecnico su Sky, mettendo a disposizione del pubblico le proprie conoscenze calcistiche. Oggi Zvomir compie 48 anni e probabilmente sarà l’occasione per ripensare ad una carriera resa straordinaria anche da un caso singolare.