Milito, analisi dell'ingresso in un tunnel da incubo
Diego è nel tunnel. L'allarme definitivo arriva da San Siro, ore 22.45, dopo Inter-Roma. Milito sbaglia un gol a due passi da Julio Sergio, uno di quelli che l'anno scorso avrebbe realizzato anche bendato e con i piedi legati. Ma c'è di più: il Principe si è fatto male, per l'ennesima volta quest'anno. E' la stagione maledetta, il tunnel da incubo nel quale Diego Milito è entrato dopo la cavalcata dei sogni del 2010, quando con il suo mantello (ner)azzurro si è preso quasi da solo quell'Europa che l'Inter non conquistava da quarantacinque anni. Lui, l'uomo che ha ridicolizzato John Terry, è volato sul capo di Puyol ed ha messo a segno una leggendaria doppietta contro il Bayern di Robben in finale, non riesce più ad essere brillante, a segnare a raffica, insomma a fare il Milito. Ma perché?
Ormai, l'attaccante argentino vive in uno stato di paura perenne. Paura di farsi male in qualsiasi momento, per qualsiasi causa, contro qualsiasi avversario. Il blocco che sta attraversando Diego va oltre la classica sindrome del non-gol che può colpire i bomber in un momento della loro carriera, perché - seppur a singhiozzo - le reti non scarseggiano clamorosamente per il Principe. E' quella commovente brillantezza, quella spaventosa lucidità che terrorizzava i difensori di tutto il mondo a mancargli, proprio perché dal ritorno in squadra dopo le brevi vacanze estive (forse fin troppo dopo una stagione così, fattore da non sottovalutare) gli infortuni stanno tormentando il goleador con la faccia pulita, ma con l'aria spietata. Quel volto fiero che spaventava il difensore solo a vedersi, e che adesso è smarrito dietro ad una maschera di paura, inquietudine, ansia. Guardando Diego si capisce come stanno le cose.
Non è colpa sua, purtroppo c'è la sfortuna che lo perseguita e la Dea Bendata che - contemporaneamente, guardacaso - dopo averlo aiutato lo scorso anno, ha deciso di appollaiarsi dalle parti di Eto'o, quest'anno il vero leader dell'attacco dell'Inter campione di tutto. Morale della favola, Milito resterà fuori ancora almeno per 40 giorni, salterà la doppia sfida di Champions contro il Bayern Monaco (Van Gaal gode, dopo aver maledetto il Principe il 22 maggio) dove tra l'altro Leonardo non avrà neanche a disposizione Pazzini. Lì Diego poteva rialzarsi, sentendo la musichetta magica, e invece no. Per chiudere, calza però a pennello una citazione proprio di Leonardo, tecnico nerazzurro, domenica sera: "Milito non deve dimostrare niente a nessuno, deve solo stare tranquillo". Nessuno può permettersi di discutere le qualità di Milito, sarebbe follia, ma ritrovare serenità sarà difficile. La speranza per il calcio italiano è che accada, augurandoci solo che non sia troppo tardi...
