La rivincita del Niño
Un gol per riscattarsi, un gol per scrollarsi di dosso tutte le paure, le critiche, le sensazioni negative che si sentiva pesare sulle spalle. Un gol per esultare, sorridere, gioire e far gioire. Al Camp Nou, Fernando Torres ha ottenuto la sua rivincita: dopo tanto, troppo tempo trascorso a legger critiche sul proprio conto, lo spagnolo ha sfruttato al meglio l'occasione che gli è capitata, e ha mandato in delirio, con qualche minuto di anticipo, i tifosi inglesi, rendendo orgogliosa un'intera città, Londra, e un intero Paese, l'Inghilterra.
Per qualcuno potrà essere esagerato eleggerlo a personaggio del giorno, ma lui, El Niño, sotto sotto se lo merita: ha sofferto in maniera incredibile l'astinenza dal gol, e non molto tempo fa ha ammesso di vivere un vero e proprio incubo; condizione mentale precaria, feeling con la porta ridotto ai minimi termini, e stampa inglese che non ha veramente mai smesso di criticarlo.
Lui, dal canto suo, ha preferito adottare la pratica del silenzio. Si è rinchiuso in se stesso, aspettando il momento opportuno per dimostrare che l'impeto offensivo di quel Nino furibondo che qualche anno fa deliziava i tifosi di tutta Europa non si è mai spento: lo ha trovato nella fantastica cornice del Camp Nou, a pochi secondi da un fischio finale che avrebbe comunque sancito la qualificazione di un Chelsea orgoglioso.
E' la freddezza che ha avuto ciò che ha stupito, è la cattiveria sprigionata ciò che ha colpito. In un momento difficile, trovare la lucidità, e il coraggio, di fuggire via, dribblare il portiere avversario e scaricare in rete tensioni, preoccupazioni, rabbia, è stato, per lui, come rinascere. El Niño, allora, è tornato, e stavolta - ha assicurato lui stesso - la grinta, la concentrazione e la voglia per fare ancora bene non gli mancheranno. Se sarà vero o no, sarà il campo a deciderlo: per adesso, a lui - e al suo Chelsea - vanno solo gli elogi, e agli altri le critiche.
