L'olandese volante
L'olandese volante indossa la maglia biancorossa dell'Arsenal, ha il numero dieci sulle spalle e solca il prato dell'Emirates. Robin van Persie è il vero trascinatore dei Gunners in questo momento della stagione, con i londinesi secondi in classifica dietro solo allo strepitoso United di Sir Alex Ferguson. Ventisette anni e mezzo per raggiungere la maturità, dodici gol in dieci partite per consacrarsi alla platea mondiale. Quella assaggiata la scorsa estate in Sudafrica, sfruttata solo parzialmente con un solo gol nella gara ininfluente con il Camerun nonostante le grandi prestazioni dell'Olanda, sconfitta solo in finale dalla rete di Iniesta nei tempi supplementari. van Persie ha finalmente trovato la propria dimensione proprio in uno dei momenti più difficili della sua carriera, in un inizio di stagione totalmente a secco di gol e un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per più di due mesi. In Champions League, contro il Partizan Belgrado, si è sbloccato, e nella massima platea continentale ha anche siglato l'ultimo gol, quello al Barcellona. Cresciuto nelle giovanili dell'Excelsior, s'impone alla platea nel sempre florido vivaio del Feyenoord. Con la casacca biancorossa vince una Coppa UEFA da titolare, per poi passare all'Arsenal nell'estate del 2004, fortemente voluto da Wenger, dietro il pagamento di tre milioni e mezzo di euro. E' l'allenatore francese a trasformare il calciatore da ala sinistra ad attaccante tuttofare, capace di giostrare sia da prima che da seconda punta. Tanti gol, ma anche molti infortuni e la presenza di José Antonio Reyes, che ne frenano la crescita verso l'Olimpo dei bomber. Raggiunta finalmente, appena in tempo per dare la prima storica vittoria dei Gunners contro il Barcellona.
