Inchiesta Tc: Diritti tv in Serie A; è giusta questa divisione degli introiti?

Inchiesta Tc: Diritti tv in Serie A; è giusta questa divisione degli introiti?TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alberto Fornasari
lunedì 9 maggio 2016, 18:01Primo Piano
di Mauro Migliavacca

In italia, il fatturato e i Diritti tv sono spesso al centro di dibattiti anche molto forti. La suddivisione degli introiti derivanti dalle pay tv non sempre è equa e genera una netta spaccatura, tra le così dette big e le altre squadre del nostro campionato. Una divisione però che viene decisa dalle stanze dei bottoni che governano il nostro mondo pallonaro. Queste politics hanno visto i Presidenti dei club darsi più volte battaglia ed a oggi la diversificazione dei diritti tv appare molto netta: Juventus 103,1 milioni di euro, Milan 80,3 milioni, Inter 78 milioni, Roma 73 milioni, Napoli 70 milioni, Carpi e Frosinone 22 milioni. Questo è il nuovo sistema che ha visto opporsi solo il Chievo ed il Palermo. Va detto però,che un quadro definitivo sulla ripartizione dei diritti tv lo si avrà dopo il termine del campionato in corso e dopo un’attenta analisi dei bacini d’utenza delle ventidue squadre che animano la nostra serie A. Va fatta però un' analisi un po’ più dettagliata e va detto che: vi è stato un incremento rispetto alla scorsa stagione del 20%, dettato dal nuovo sistema di divisione dei diritti tv. La cifra ,che sarebbe stanziata per tutte le società ,sarebbe di 1 miliardo e 169 milioni di euro, sommando tutti gli incontri di Campionato, Coppa Italia e Supercoppa, ma una serie di detrazioni riducono il saldo netto che è dovuto alle ventidue squadre a 984,3 milioni, a cui vanno sottratti i 60 milioni che devono essere garantiti alle società che retrocederanno. Di quel famoso milione di euro, una grossa fetta va ceduta ad Infront, circa 50 milioni di euro in commissioni oltra ad un 10% del totale che servono per delle mutualità generali, vi è inoltre un contributo per la serie B ed i premi per la Coppa Italia, tutto questo detrarre abbassa il totale. Una nuova legge è stata però, fatta per cercare di sistemare le cose ed è la Legge Melandri secondo la quale il 40% degli oltre 800 milioni relativi alla scorsa stagione va diviso in parti uguali tra tutte le società. Un grosso ruolo, lo giocano i bacini d’utenza delle squadre, che spaccano in maniera abbastanza netta la divisione tra “big” e il “resto delle squadre” in quanto il 30% del totale verrà diviso per bacino d’utenza, un’altra parte per il palmares delle squadre e via dicendo. Insomma questo ci fa capire, quanto ancora ci sia da lavorare per far crescere sotto questo punto di vista il nostro calcio e per uniformare in maniera più equa i diritti tv che, grazie agli introiti, generano una spaccatura soprattutto monetaria , conseguentemente, anche in sede di mercato in quanto ,più grandi sono gli introiti ,maggiore è il potere d’acquisto dei club. Un'inchiesta, questa che vuole portare alla luce una spaccatura che negli anni ha ampliato in maniera alle volte silente ed in altri casi molto fragorosa, la forbice tra i top team della nostra serie A e le altre squadre, facendo regredire il nostro mondo calcistico.