Fiorentina: l'attinenza arte-calcio è ancora lontana, ma gli strumenti non mancano...
Non inizia sotto una buona stella il cammino europeo della Fiorentina di Paulo Sousa. I viola hanno sciupato quanto di buono fatto in campionato, con una prestazione scialba e al di sotto delle aspettative della tifoseria, quasi guarita dopo i malumori di inizio stagione e ora ripiombata in uno stato di incertezza.A rovinare i piani del tecnico portoghese è, quasi per uno strano scherzo del destino, il Basilea, compagine che Sousa decise di lasciare in estate per accettare il progetto della famiglia Della Valle.
Grazie al suo recente passato con i renani, e dunque conscio delle qualità tecniche del club svizzero, l'ex centrocampista della Juventus non ha snobbato affatto l'impegno, inserendo diversi titolari e anche il neo acquisto Blaszczykowski. E infatti i 'gigliati' partono subito bene: lancio in profondità di Roncaglia per Kalinic, il quale riesce a segnare dopo una serie di fortunosi rimpalli. Ma per la Fiorentina il vantaggio si rivela, paradossalmente, un harakiri. Da lì in poi i toscani abbassano i ritmi, nonostante una difesa avversaria tutt'altro che irresistibile.
Il neo maggiore riguarda il centrocampo, dove vengono alla luce i vecchi problemi: l'assenza di un incontrista si nota eccome. Sousa tenta di sopperirla con la classe di Borja Valero e Mati Fernandez che, in teoria, avrebbero le doti per “addormentare” la partita, ma incappati – soprattutto il cileno – in una serata decisamente storta. Una mancanza che la Fiorentina pagherà caro, complice l'espulsione di Gonzalo Rodriguez, per un brutto fallo in ritardo sul ragazzino veterano Embolo (classe '97), autore di una straordinaria partita. I tifosi viola potrebbero rallegrarsi per la performance di Kalinic, acquisto forse sottovalutato. Proprio l'attacco può essere il punto di forza di questa Fiorentina: un reparto ben assortito che vede la presenza di Babacar, Bernardeschi, Rossi, oltre al già citato Kalinic. Sousa dovrà però sperare nell'aiuto della dea bendata, che nell'ultimo anno solare non ha assistito il reparto offensivo della Fiorentina.
Il portoghese si è già guadagnato la fiducia e l'affetto del popolo viola, malgrado un'identità di gioco vista solo a tratti. Un dettaglio da non sottovalutare. Si è ancora lontani "dall'abbinare l'arte con il calcio", come aveva detto il tecnico il giorno della sua presentazione alla stampa, ma tavolozza e pennelli non mancano. Saprà Sousa usarli al meglio?
