Exploit, tradizione, speranze e cadute. E' ripartita la Champions League
Si è completata ieri la prima parte degli ottavi di finale di Champions League.
In merito alla più grande competizione per club organizzata da Uefa, nel periodo di riposo tra la fase a gironi e quella ad eliminazione diretta, si fanno sempre molte congetture e spesso pronostici azzardati, che se hanno una logica sulla carta, in campo corrono il rischio di essere smentiti ed ammettiamo che a posteriori è facile parlarne.
Le danze sono state aperte dalle partite di San Valentino disputate a Lisbona e Parigi.
In Portogallo si sono affrontate una grande dalla gloria sbiadita come il Benfica ed il Borussia Dortmund che ormai ha definitivamente lasciato alle spalle la nostalgia del dopo Klopp.
Affrontare i portoghesi è notoriamente cosa difficile, specie se si considera la preparazione tattica, vero Francia? Se poi a questo si aggiunge la giornata nera del proprio top player Aubameyang (Borussia), per i gialloneri non resta che appellarsi al ritorno alla maledizione di Béla Guttmann che fino al 2062 può abbattersi in qualunque momento sui rossi del Portogallo.
A Parigi, invece, è andato in scena il piatto forte. La partita del San Valentino perfetto e dello spettacolo nel far terminare in una giornata così evocativa una storia d'amore. Alzi la mano chi a novembre, ma facciamo anche dicembre, potesse pensare ad un Emery che con la sua ottima squadra potesse annientare il Barcelona favorito d'obbligo? Giustificare tutto con la parte partenza di Ibrahimovic e la, prima o poi, naturale caduta degli dei ci sembrerebbe riduttivo. Il Paris Saint Germain non solo ha dimostrato fame, ma ha dimostrato lo sbocciare delle sue individualità che hanno approcciato ferocemente ad una partita che resterà negli annali del calcio e che porta chiunque affronterà Cavani, Di Maria & Co. A dover temere di quanto potrà accadere. Per il Barcelona resta in piedi l'unica cosa che ancora questo ciclo di meravigliosi campioni non ha realizzato, un rimontone che andrebbe a stagliarsi sulla cima della Wall of Fame del calcio!
In utimo le partite di ieri.
In Bayern Monaco vs Arsenal si è assistito ad una prova di forza incredibile dei "ragazzi di Carletto" che hanno annientato in scioltezza il "mai ' na gioia team" di Wenger che chiuderà senza l'agognato successo europeo la sua florida epoca all'Arsenal. Ci viene difficile pensare ad una rimonta inglese pari a quella che servirà al Barcelona ed allo stesso tempo ancora più difficile pensare che Ancelotti non abbia imparato nulla dai tempi di La Coruna.
Chiudiamo con Real Madrid-Napoli e non ci dilungheremo molto.
Una partita così, la città, la tifoseria e la squadra azzurra poteva solo sognarla. Il Real è la leggenda, il Napoli è un uragano di gioia pronto ad esplodere di gioia covata da anni. Chi scrive reputa stucchevole quanto letto nel dopo partita dai vertici societari, molto meglio concentrarsi sulla perla di Insigne che dimostra come il potenziale per fare male ai "fenomeni bianchi" c'è. Il 3-1 finale dice solo di attendere il ritorno dove serviranno concentrazione, fortuna e l'urlo da battaglia di un San Paolo che prima ancora del risultato vorrà godersi lo spettacolo!
