Coppa UEFA '83-'84: vince il Tottenham. Tra arbitri corrotti, incidenti da parte dei tifosi e calci di rigore il trofeo torna in Inghilterra

Coppa UEFA '83-'84: vince il Tottenham. Tra arbitri corrotti, incidenti da parte dei tifosi e calci di rigore il trofeo torna in Inghilterra
martedì 11 ottobre 2016, 10:30Primo Piano
di Francesco Digilio
Nella tredicesima edizione della Coppa Uefa a trionfare è nuovamente un club inglese, a tre anni di distanza dall'ultimo successo, targato Ipswich. Stavolta a sollevare il trofeo è il Tottenham, vincitore della prima edizione, mentre anche stavolta per l'Italia, rappresentata da Inter e Verona, c'è poca gloria. I veneti vengono eliminati al secondo turno dallo Sturm Graz, mentre l'Inter cade contro l'Austria Vienna nel turno successivo. Lo stesso Austria Vienna si deve arrendere ai quarti di finale contro il Tottenham, che, con una marcia quasi impeccabile, fatta eccezione per il ko contro il Bayern Monaco rimontato poi al ritorno a White Hart Lane, batte in semifinale l'Hajduk Spalato ed accede alla finale, dove l'avversario è l'Anderlecht, campione in carica. L'approdo dei belgi all'ultimo atto è però macchiato da una storia che per anni è stata tenuta nascosta. In semifinale, l'Anderlecht cade 2-0 all'andata contro il Nottingham Forest. Al ritorno per gli uomini di Van Himst c'è bisogno di un'impresa che si concretizza nel finale, quando i belgi avevano recuperato i due gol di svantaggio. Proprio nel finale la gara cambia radicalmente: l'arbitro spagnolo Guruceta Muru concede un rigore inesistente ai padroni di casa che si portano in vantaggio e assaporano l'accesso alla finale. La gara non è però ancora finita e subito dopo il Nottingham trova il gol della qualificazione. Lo stesso arbitro, però, annulla ingiustamente e così a festeggiare sono i tifosi dell'Anderlecht. Diversi anni dopo, nel 1997, il presidente dell'epoca, Vanden Stock, ammise di aver pagato circa 350mila sterline per corrompere l'arbitro e, visti i risultati, ce l'aveva fatta eccome. La Uefa ricevette un ricco dossier sull'accaduto, ma tenne tutto nascosto finché la notizia non arrivò alla stampa belga che denuncio pubblicamente l'accaduto, costringendo la Federazione a squalificare per un anno l'Anderlecht dalle competizioni europee. Senza che nessuno sapesse nulla di quanto accaduto, la competizione andò avanti, ma fu macchiata nuovamente dalle vicende extra-calcistiche. E stavolta la macchia aveva il colore rosso sangue. In occasione della finale di andata giocata a Bruxelles, il proprietario di un locale notturno sparò ad un tifoso del Tottenham e tutti gli altri tifosi inglesi reagirono all'accaduto facendo danni in giro per la capitale belga. Trecento di loro furono arrestati, mentre gli altri poterono vedersi una finale poco spettacolare conclusasi sull'1-1 grazie alle reti di Miller per gli inglesi ed al pareggio nel finale di Olsen. Per la gara di ritorno, tutto filò liscio, mentre sul campo l'Anderlecht andava a caccia dell'impresa sfruttando al meglio i contropiedi. A passare in vantaggio sono proprio gli ospiti con Czerniatynski, che gela tutta White Hart Lane, fino al pareggio di Roberts nei minuti finali. Dopo i supplementari, si arriva per la prima volta ai rigori in una finale di Coppa Uefa. Il grande protagonista della lotteria diventa il giovane portiere Tony Parks che intercetta il primo e l'ultimo tiro dal dischetto degli avversari e regala il trofeo al Tottenham, in un'edizione macchiata troppo da vicende che con il calcio non hanno nulla a che fare.