Attentati Bruxelles, il calcio si ferma?
Avvicinato dai colleghi di TMW, ha detto la sua sugli attentati di Bruxelles, anche ilvicepresidente del comitato UEFA ed ex Presidente della Federcalcio Italiana Giancarlo Abete: “E’ inevitabile che, dopo quanto accaduto, il primo pensiero vada più sulle questioni di sicurezza, che su quello prettamente sportivo”. E sul possibile spostamento di alcune amichevoli in calendario nel weekend: “Chiariamo innanzitutto che la gestione delle gare è sotto ambito della FIFA, che coinvolge diverse federazioni, anche extra europee. Qualunque cosa si deciderà di fare, rinvio o no, devono deciderlo tutti gli enti interessati, sia sportivi, che quelli direttamente responsabili della sicurezza statale e civile. Bisognerà valutare ogni aspetto, per non lasciare nulla al caso. E’ evidente che si tratta di una problematica,come detto, che va ben oltre la semplice partita di calcio: sarà fondamentale organizzare e garantire un sistema di sicurezza per tutti con un ordine pubblico su livelli massimi di attenzione. Lo spettacolo sul campo sarà secondario, rispetto all’incolumità del pubblico sugli spalti. Per questo, sottolineo e ribadisco che debba esserci piena unità di intenti”.
La UEFA ha ricevuto qualche indicazione riguardo le amichevoli in programma nei prossimi dieci giorni?
“L’evento sportivo amichevole può essere annullato e posticipato in caso di necessità, come accaduto in parte dopo le stragi dello scorso Novembre nella città di Parigi. Per quanto riguarda il Belgio, sappiamo che sono in corso tavoli di confronto per decidere il rinvio o meno del test contro il Portogallo. Qui i discorsi da fare sono essenzialmente due: in primis, si decida sull’ambito della sicurezza e della gestione della crisi in atto a livello pubblico; solo dopo aver predisposto il tutto, si passerà alla conferma della partita. Qualunque ente statale autorizzi quello sportivo a confermare l’evento e si adoperi affinchè siano prese più misure cautelative possibile in ambito di sicurezza.
In conclusione un suo commento sui tragici fatti di Bruxelles:
“In queste situazioni siamo tutti cittadini prima che sportivi. E’ necessaria una doppia operazione in questi casi: alzare naturalmente il livello di guardia per tutte le manifestazioni e non solo, ma non cadere in una logica di terrore ed evitare un effetto domino che porti ad una limitazione della normale vita di ogni persona”.
