Il tacco di Semak, le papere di Zhevnov. Top&Flop di Zenit-Benfica
I TOP
Il tacco di Semak: Il secondo gol dei russi è un vero e proprio capolavoro. Quattro tocchi per andare in porta, di cui due di tacco non si vedono tante volte. Il primo colpo di tacco di Kerzhakov è geniale, ma quello di Semak spalle alla porta che vale il vantaggio dei russi è un gioiello per tecnica, freddezza e precisione.
Il senso del gol Shirokov: Il centrocampista segna due gol pesantissimi che rimettono in gioco lo Zenit. Entrambi pochi minuti dopo i gol dei portoghesi, segno che il giocatore è dotato di un grande carattere. Per lui parlano comunque i numeri: 5 gol in 7 gare di Champions League. Non male per un centrocampista.
La grinta di Cardozo: I due gol che tengono a galla il Benfica sono i suoi. Su punizione impegna Zhevnov facendo nascere il primo gol, poi nel finale è lesto a credere nel doppio errore del portiere per riportare in parità la sua squadra. È l'ultimo a mollare, ma ha poco aiuto dai compagni.
I FLOP
Le imprecisioni di Zhevnov: Il portiere dello Zenit fa rimpiangere il titolare Malafeev, specialmente nel primo tempo. In occasione del gol respinge corto e centrale, cosa che nessun portiere dovrebbe mai fare, favorendo l'inserimento di Pereira. Non si riprende più e commette tante piccole imprecisioni, fino alla papera finale che spiana la strada a Cardozo.
La mancanza di lucidità di Gaitan: Non gli riesce nulla, specialmente quando si trova negli ultimi venti metri. Sbaglia tantissimi palloni, cercando l'assist quando dovrebbe tirare e viceversa. Nel finale calcia debolmente da posizione invitante e solo una papera di Zhevnov rende meno pesante il suo errore.
Il terreno del Petrovskij: Non sempre il riscaldamento sotterraneo rende perfetto il terreno di gioco. Ne è un esempio quello di San Pietroburgo, che appare più simile a un campo di periferia per l'assenza di erba che ad uno stadio degno della Champions. Certo i -20 gradi che si toccano a quelle latitudini in inverno non aiutano la crescita dell'erba, ma vedere un campo così mal ridotto non è certo uno spettacolo degno della massima competizione europea.
