Il duello CR7-Hart, il catenaccio di Mancini - I top&flop di Real Madrid-Man City 3-2

Il duello CR7-Hart, il catenaccio di Mancini - I top&flop di Real Madrid-Man City 3-2TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
martedì 18 settembre 2012, 23:24Pagelle
di Stefano Giovampietro

TOP

La sfida Ronaldo-Hart: la sfida nella sfida tra il funambolico Ronaldo e il portiere Hart entra di diritto nei top di questo match. Come due pistoleri nel Far West, i due contendenti si sfidano a colpi di tiri potenti e parate eccezionali. Il duello sembrava dover premiare il biondo portiere inglese, e invece al minuto 90 il portoghese ha estratto la pistola ed ha freddato il contendente con il più beffardo dei tiri. Gol, 3 punti e vittoria personale contro il dirimpettaio Hart. Che serata per CR7!

Yaya Tourè: In mezzo ad una sfilza di insufficienze, svetta il gigantesco centrocampista dei citizens. Roccioso ma leggiadro, duro ma aggraziato: Tourè è il prototipo di giocatore moderno. Con la sua forza ha più volte devastato l'opposizione degli avversari; con la sua tecnica ha servito un assist a Dzeko, e sfiorato il gol. Eccezionale.

Le staffilate di Marcelo: con il City chiuso a riccio dietro, al Real è spesso stata congeniale la soluzione dalla distanza. Di Maria ci provava con il fioretto, Marcelo con la spada. Le bombe da fuori del terzino brasiliano hanno fatto venire i capelli bianchi ad Hart. Rispettando il copione della gara più pazza dell'anno, il numero 12 del Real ha però trovato il gol con la conclusione più debole e all'apparenza meno pericolosa. Come Ronaldo al 90': lo stile Real della fantascientifica serata al Bernabeu.

FLOP

Casillas: per sua fortuna alla fine il Real ha trionfato. Rientrare da capitano nello spogliatoio in caso di sconfitta sarebbe stata un'impresa difficile. Perchè, in tal caso, lui sarebbe stato il maggior colpevole. Sarà pur vero che è difficile entrare in clima partita per un portiere che all'ora di gioco ha i guanti puliti, ma le conclusioni di Dzeko e Kolarov potevano e dovevano essere parate.

L'impostazione di Mancini: ok, Di Matteo l'anno scorso con il catenaccio ha vinto la Champions' League, ma non è detto che vada emulato in tutto e per tutto. La prima ora del Manchester City è vergognosa, con il solo Tevez a marcire in mezzo a Varane e Pepe. Non è un caso che il City rinasca con l'ingresso di Dzeko: tardivo e azzeccato. Dopo un'iniziale illusione, gli dèi del calcio decidono di punire il povero Mancio. E giustamente.

Maicon: fronteggiare il Ronaldo imbestialito del primo tempo non sarebbe stato facile per nessuno, ma stasera il buon Douglas Sisenando ha spesso visto il numero di targa del fenomeno portoghese. Complice anche un evidente ritardo di preparazione, il terzino brasiliano ha avuto tante difficoltà. Forse troppe. Per il treno Maicon è una sosta o è il capolinea?