Cavani e il terreno del Rasunda. Top&Flop di Aik-Napoli

Cavani e il terreno del Rasunda. Top&Flop di Aik-Napoli
giovedì 22 novembre 2012, 23:25Pagelle
di Tommaso Maschio

TOP

La presenza di Cavani: Con lui in campo è tutto un altro Napoli. L'attaccante uruguayano fa reparto praticamente da solo mettendo in difficoltà costantemente la difesa svedese, che non sa come fare a tenerlo. Da una sua azione nasce il gol del vantaggio e da un altro suo guizzo nel finale arriva il rigore che lo stesso attaccante realizza lanciando il Napoli ai sedicesimi.

La tecnica di Borges: Il giocatore più dotato fra gli svedesi. Il costaricense è praticamente ovunque in mezzo al campo e con le sue giocate illumina il Rasunda cercando di mettere in porta i propri compagni. Sopratutto sui calci piazzati il centramericano è pericolosissimo e i suoi cross mettono sempre in difficoltà una difesa azzurra che soffre tanto queste situazioni.

La tripla parata di Turina: Il portiere croato dell'Aik al 65° salva la propria porta con tre parate strepitose: la prima su una spizzata di testa di Dzemaili in cui mostra tutti i suoi riflessi respingendo il pallone col corpo. Si ripete immediatamente su Vargas che controlla la respinta e spara da due passi  in porta trovando ancora l'opposizione del numero 1 svedese che finisce l'opera salvando con un grande colpo di reni sul tentativo maldestro di autogol di un compagni.

FLOP

Gli errori difensivi degli azzurri: Errori individuali e di squadra macchiano anche questa sera la prestazione del Napoli. Nel primo tempo prima è Aronica a spianare la strada a Bagura facendosi sorprendere dal rimbalzo del pallone, poi è tutta la retroguardia a dormire sul cross di Lundberg da cui nasce il gol del pari svedese. Nella ripresa altro errore, questa volta di Britos, che scivola e lascia campo ancora a Bagura che viene fermato fallosamente da Aronica che guadagna il rosso. Anche sulle palle inattive il Napoli continua a non sembrare sicuro.

Il terreno del Rasunda: Il terreno di questa sera non rende merito alla storia di questo stadio che nel '58 vide brillare la stella di Pelè e da allora ha visto tutti i migliori calciatori europei calcare almeno una volta il suo manto erboso, non ultimo Cavani. Ok che lo stadio deve essere presto abbattuto, ma un terreno migliore avrebbe fatto da miglior cornice all'ultima gara giocata in questo impianto.

L'inconsistenza di Donadel: Altra prestazione altamente deludente del mediano che pensa solo alla fase difensiva, non riuscendo a farla al meglio, e risultata nullo quando si tratta di impostare. Si capisce perché a gennaio verrà messo sul mercato.