I precedenti del gruppo A
Tottenham-Twente
C’è un sostanziale equilibrio nelle sfide tra gli Spurs e le squadre olandesi. In sette incontri, infatti, gli inglesi hanno avuto la meglio in quattro occasioni. A cominciare dalla prima, che è anche l’unica a livello massimo, al primo turno di Coppa dei Campioni del 1961 contro il Feyenoord. Il club di Rotterdam si vendicherà nella finale di Coppa Uefa del 1974, pareggiando 2-2 a White Hart Lane per poi vincere 2-0 in casa e confermare lo strapotere delle formazioni olandesi del periodo. Nell’ultimo decennio i londinesi hanno ceduto al PSV negli ottavi di Coppa Uefa del 2008 soltanto ai rigori (errore decisivo di Chimbonda alla settima serie di tiri), per poi battere il NEC nei gironi dell’ultima edizione del trofeo, nell’autunno dello stesso anno. Un 1-0 in trasferta siglato da O’Hara che valse il secondo posto alle spalle dell’Udinese e proprio davanti alla squadra olandese.
Di contro, il Twente cercherà il primo successo contro una squadra d’oltremanica, dopo nove tentativi andati a vuoto. L’unico precedente positivo è il passaggio del turno al primo turno di Coppa Uefa del 1974. Avversario l’Ipswich, che aveva eliminato i frisoni l’anno precedente e che cede dopo due pareggi solo per i gol segnati in trasferta. Gli ultimi due confronti risalgono alla stagione 2008-09. Prima, l’Arsenal lo elimina nei preliminari di Champions League con un totale di 6-0 e poi perde 3-2 col Manchester City nel girone di Coppa Uefa. Vanno inutilmente a segno Elia e Wielaert, ma è una sconfitta indolore, perché alla fine il Twente chiuderà al secondo posto proprio dietro ai Citizens.
Inter-Werder Brema
Per i precedenti tra il Werder Brema e le squadre italiane vi rimando all’articolo pubblicato alla vigilia della sfida con la Sampdoria. Una storia infinita che negli ultimi anni cresce al ritmo di quasi un confronto a stagione. Altrettanto infinita è quella tra l’Inter e le formazioni tedesche. L’ultimo, freschissimo, capitolo è quello più importante, la finale di Madrid del 22 maggio che ha visto tornare i nerazzurri sul tetto d’Europa dopo il successo contro il Bayern Monaco. Da ricordare poi la semifinale di Coppa dei Campioni del 1964 contro il Borussia Dortmund. Mazzola e Corso firmano le reti del 2-2 in Germania che rende molto più facile il ritorno, terminato col classico 2-0 e reti ancora di Mazzola e di Jair. E come dimenticare la “partita della lattina” col Borussia Monchengladbach? I nerazzurri sottovalutarono l’avversario, venendo travolti 7-1 in Germania. Durante la gara, però, Boninsegna fu colpito da una lattina e l’avvocato Peppino Prisco colse al balzo l’opportunità per fare reclamo ottenendo la ripetizione in campo neutro, da disputare dopo il ritorno a Milano, finito 4-2. A Berlino il giovane portiere Bordon parò l’imparabile, compreso un rigore, e conservò lo 0-0 che mandò l’Inter ai quarti e da lì in finale, persa contro l’Ajax di Cruijff. Il Borussia si vendicò nell’ottobre del 1979, eliminando i nerazzurri ai sedicesimi di Coppa Uefa dopo i supplementari. Fu la prima volta che la squadra milanese cedette il passo a una tedesca. Da allora la più grave è certamente la sconfitta contro lo Schalke 04 in finale sempre di Coppa Uefa nel 1997, l’ultima giocata con gare di andata e ritorno. L’Inter replicò a San Siro con Zamorano all’1-0 subito in Germania e si andò ai calci di rigore, dove gli errori dello stesso Zamorano e di Winter condannarono gli uomini allenati da Hodgson. Anche in questo caso ci fu la vendetta. L’anno seguente, infatti, dopo l’1-0 di Milano firmato da Ronaldo, all’AufSchalke Arena sembrò materializzarsi la beffa in pieno recupero, con la rete del belga ex Genoa Goossens. Ai supplementari, però, Taribo West segnò il gol qualificazione e da lì iniziò la cavalcata verso il trionfo di Parigi contro la Lazio.
