1981-82: Debutto e vittoria per i Villans

1981-82: Debutto e vittoria per i VillansTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alberto Fornasari
lunedì 7 febbraio 2011, 10:00Storia della Champions
di Oreste Giannetta

Il nuovo decennio non ha portato cambiamenti significativi in vetta al continente. L’Inghilterra continua a dominare con le sue squadre e il Liverpool parte ancora una volta come favorito, tanto più che torna in campo sommergendo di gol i finlandesi dell’Ourun. Va a segno anche un giovane attaccante gallese di nome Ian Rush. In patria, però, i Reds avevano dovuto lasciare strada all’Aston Villa, una formazione tutta britannica tornata a festeggiare il titolo nazionale dopo più di 80 anni. Anche i Villans non fanno sconti all’esordio, rifilando otto reti al Valur, e come loro non ne fanno il Bayern Monaco, il Benfica, la Stella Rossa e il battagliero Anderlecht, vittorioso di due Coppe delle Coppe nella seconda parte del decennio precedente. Anche la Spagna presenta una debuttante, la Real Sociedad che mai prima aveva fatto suo il campionato iberico, ma alla squadra basca va peggio dei corrispettivi inglesi, perché viene eliminata subito dai bulgari del CSKA Sofia, sempre insidiosi. La sfida più attesa di questo primo turno è però quella tra il Celtic Glasgow e la Juventus di Trapattoni. I bianconeri sono tornati campioni d’Italia al termine di un polemico testa a testa con la Roma di Liedholm, arresasi solo per pochi centimetri, quelli del famoso gol di Turone che impedì ai giallo rossi di tentare il sorpasso definitivo dopo un continuo alternarsi in vetta durante tutta la stagione. È l’inizio di una rivalità storica, ma intanto in Coppa dei Campioni ci vanno i torinesi e rischiano subito grosso dopo aver perso in Scozia per la rete di MacLeod. Virdis e Bettega ribaltano la situazione al Comunale già nel primo tempo e il primo ostacolo è superato.
Il secondo è però il temibile Anderlecht, che già come il Bruges quattro anni prima conferma quanto la Juventus soffra le squadre belghe. A Bruxelles Brio si vede annullare un gol regolare, ma poi i padroni di casa prendono il comando delle operazioni e si impongono per 3-1. La rete di Marocchino fa sperare in vista del ritorno, ma dopo aver colto un palo Bettega si infortuna gravemente (salterà anche il mondiale) e approfittando del contraccolpo psicologico i belgi passano in vantaggio. Brio agguanterà il pareggio, utile solo per l’onore. Fuori l’Italia, dunque, mentre l’Inghilterra continua a dominare. Il Liverpool da vita a due sfide ricche di gol e spettacolo contro gli olandesi dell’AZ. Pareggia 2-2 in trasferta e poi evita i supplementari ad Anfield solo a cinque minuti dal termine grazie allo stopper Alan Hansen. Non da meno il compito dell’Aston Villa, che sembra sistemare tutto col 2-1 a Berlino contro la Dinamo firmato da una doppietta di Morley. Al ritorno, però, i tedeschi passano subito a condurre e tengono sulle spine i tifosi di casa fino allo scadere. Il calendario degli ottavi pone di fronte le due squadre più titolate (escluso ovviamente il Liverpool). Il Bayern conferma che per il Benfica la traversata nel deserto è ancora lunga e, dopo lo 0-0 di Lisbona, si impone all’Olympiastadion per 4-1 con tripletta di Hoeness, che sarà il capocannoniere del torneo.
Ai quarti i bavaresi soffrono ancora meno contro i romeni dell’Universitatea, mentre esce sorprendentemente di scena il Liverpool. Come due anni prima gli è fatale una squadra dell’est, stavolta il CSKA Sofia (già giustiziere del Nottingham Forest dodici mesi addietro) che ribalta lo 0-1 di Anfield con una doppietta del bomber Mladenov, poi anche C.T. della nazionale. Dall’altra parte del tabellone l’Aston Villa sfrutta il fattore campo per stoppare ancora una volta l’esplosione tanto attesa della Dinamo Kiev. Dopo aver pareggiato senza reti in URSS gli inglesi si impongono sul loro terreno con due reti già nella prima frazione. La prima è di Gary Shaw, grande speranza del calcio inglese che poi resterà inespressa per colpa di gravi infortuni. Resta l’Anderlecht, che comincia a spaventare l’Europa dopo aver rifilato un doppio 2-1 alla Stella Rossa. Il leader dei bianco malva è Franky Vercauteren, ala sinistra dall’ottimo fiuto del gol.
In semifinale, però, i belgi nulla possono contro la solida difesa dell’Aston Villa, fin qui battuta solo dalla Dinamo Berlino. I Villans segnano presto con Morley e tengono il minimo vantaggio per tutto il resto del doppio incontro. Decisamente più spettacolare, invece, l’altra semifinale che parte col Bayern come grande favorito. Il CSKA Sofia non ha però alcuna intenzione di smettere di sorprendere e dopo venti minuti della gara di andata conduce per 3-0. Lentamente i tedeschi si risollevano, ma alla fine perdono per 4-3. Un risultato comunque favorevole, perché in casa dispongono poi senza problemi dell’avversario, travolto per 4-0 con una doppietta a testa per Breitner e Rummenigge.
Alla finale di Rotterdam il Bayern Monaco arriva come logico favorito. I bavaresi non hanno mai perso nelle loro quattro finali europee (tra Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe) e possono contare su giocatori di qualità come Rummenigge, Hoeness e Breitner. Di contro l’Aston Villa non possiede individualità di spicco e fa della difesa la sua arma migliore. Ragion per cui il tecnico Tony Barton, che è stato promosso da vice solo nel febbraio precedente, imposta la gara sul contenimento. Nemmeno l’infortunio del portiere Rimmer dopo dieci minuti scalfisce il muro inglese. Il sostituto, Spink, che nelle ultime cinque stagioni ha collezionato una sola presenza, si erge anzi a protagonista del match salvando in più occasioni sulle conclusioni avversarie. Al quarto d’ora della ripresa, dopo sessanta minuti di vani assalti, il Bayern viene colpito proprio mentre rifiata. Shaw pesca Morley sulla sinistra con uno splendido passaggio filtrante e l’esterno mancino, dopo aver ubriacato di finte Wiener, crossa rasoterra al centro per il comodo tap-in del centravanti Withe. La reazione tedesca si concretizza con la rete di Hoeness, che però l’arbitro annulla per un fuorigioco molto dubbio. È il colpo fatale per le speranze del Bayern e a festeggiare tra la sorpresa generale è l’Aston Villa. Un successo frutto dell’organizzazione che vale al calcio inglese il nuovo record di vittorie consecutive. Quello dei Villans come previsto sarà un evento non destinato a ripetersi, ma ormai nell’albo d’oro ci sono anche loro.