1979-80: Il Forest di Clough entra nella storia
L’impegno europeo è costato al Nottingham Forest la leadership interna, tornata al Liverpool che dunque si ripresenta in Coppa dei Campioni come principale antagonista degli uomini di Clough. I Reds però evidentemente hanno perso il feeling col massimo torneo continentale, tanto da uscire subito al primo turno per mano dei sovietici della Dinamo Tbilisi, che in Georgia si impongono nettamente per tre a zero. Non è l’unica sorpresa perché anche l’Italia perde immediatamente la sua rappresentante. Il Milan aveva finalmente conquistato lo scudetto della stella sotto la guida di Nils Liedholm. Era stato il campionato dell’addio di Rivera e dell’esordio di Franco Baresi, ma anche del Perugia di Castagner, prima squadra a terminare un torneo senza sconfitte, anche se con troppi pareggi per poter ambire al titolo. I rossoneri però, pagano lo scotto dell’addio di Rivera e di Liedholm, passato alla Roma, ed escono al cospetto del Porto, che va a vincere a San Siro di misura dopo lo 0-0 in Portogallo. Non falliscono le altre favorite, a partire dai campioni in carica contro gli svedesi dell’Öster, proseguendo con Ajax, Real Madrid, Celtic e conl’Amburgo di Keegan e del bomber Hrubesch, che a fine stagione sarà il mattatore dell’Europeo.
Agli ottavi prosegue il cammino a suon di gol di Nottingham, Ajax e Amburgo, mentre il Celtic fatica un po’ troppo ad eliminare gli irlandesi del Dundalk e il Real Madrid passa solo grazie alla rete del nazionale inglese Cunningham a Porto, che nonostante la sconfitta rende sufficiente l’1-0 del Bernabeu per avanzare.
I quarti di finale segnano una sorta di “Restaurazione”, dopo le sorprese dell’edizione precedente, con tutte le favorite che passano il turno. Meno fatica di tutti la fa l’Ajax, che dopo il pari a reti bianche di Strasburgo travolge i francesi al ritorno con due gol per tempo. L’Amburgo vince di misura in casa e poi controlla agilmente gli assalti dell’Hajduk a Spalato, perdendo per 3-2 ma soffrendo solo negli ultimi cinque minuti. Il Real Madrid sembra fuori gioco dopo aver perso per 2-0 a Glasgow, ma nulla può il Celtic contro il “miedo escenico” del Bernabeu. Finisce 3-0 con reti del cecchino Santillana, dell’ex Mönchengladbach Stielike e dello sfortunato attaccante Juanito, morto poi in un incidente d’auto appena dopo il ritiro. Resta il Forest, impegnato contro i tedeschi dell’est della Dinamo Berlino che al City Ground si impongono clamorosamente per 1-0. Sembra la fine della parabola inglese, ma Brian Clough è capace di caricare i suoi uomini come pochi e nell’ostile clima di Berlino Est una doppietta di Trevor Francis e il sigillo su rigore dello scozzese Robertson valgono l’autorevole 3-1 che vuol dire semifinale.
Le due sfide per decidere chi si giocherà la Coppa promettono scintille e non deludono. Il Nottingham Forest sembra mettere a tacere l’Ajax già all’andata con una rete a testa della solita coppia formata da Francis e Robertson. Ad Amsterdam però il danese Lerby, poi campione d’Europa col PSV, porta in vantaggio i padroni di casa a metà ripresa e rende almeno incandescenti gli ultimi minuti, che però non portano altre reti. Vince 2-0 all’andata anche il Real Madrid, con doppietta di Santillana, e i tifosi merengues cominciano a sognare visto che la finale è in programma proprio al Bernabeu. Non hanno fatto i conti con la proverbiale tenacia tedesca che esce fuori al ritorno. Kaltz e Hrubesch pareggiano i conti già in un quarto d’ora, ma la rete di Cunningham sembra mettere al sicuro i madrileni. Invece ancora gli stessi marcatori portano l’Amburgo sul 4-1 già nel primo tempo e nella ripresa arriva il sigillo finale di Memering a dare al risultato connotati umilianti per gli spagnoli.
A Madrid, a sfidare i campioni in carica, ci va dunque l’Amburgo, ma già in partenza si capisce che sarà una finale in tono minore, visto che entrambe le squadre sono costrette a fare a meno dei loro bomber per problemi fisici. Mentre Francis è fuori causa per la rottura del tendine d’Achille, l’allenatore dei tedeschi almeno può portare Hrubesch in panchina accanto a sé, ma commette l’errore di schierare Keegan come punta centrale, di fatto annullandolo per tutto il primo tempo nonostante il netto predominio territoriale dei suoi. Clough, infatti, decide di impostare la gara giocando di rimessa e ha ragione, perché alla prima occasione Robertson firma quello che sarà il gol partita con un preciso destro dal limite. A inizio ripresa entra in campo Hrubesch permettendo a Keegan di tornare ad ispirare le manovre dei suoi. Gli inglesi tremano su una traversa colpita dal terzino con licenza di colpire, Manfred Kaltz, e passano tutto il secondo tempo a difendersi, ma alla fine portano a casa la seconda Coppa consecutiva. Un record difficilmente eguagliabile perché a tutt’oggi il Nottingham Forest è ancora l’unica squadra ad aver vinto più Coppe dei Campioni che campionati. La parabola del gioiello di Brian Clough è destinata a terminare presto, ma non quella del calcio inglese. Per l’Amburgo, invece, si tratterà di aspettare ancora qualche anno.
