1978-79: Dalla B all'Olimpo in due anni

1978-79: Dalla B all'Olimpo in due anniTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alberto Fornasari
giovedì 27 gennaio 2011, 09:00Storia della Champions
di Oreste Giannetta

In barba agli innumerevoli paletti dei sorteggi odierni il primo turno della nuova edizione della Coppa dei Campioni mette di fronte i campioni in carica del Liverpool e la squadra campione d’Inghilterra. Si tratta dell’incredibile Nottingham Forest di Brian Clough, capace di vincere il campionato da neopromossa beffando proprio i Reds. Poiché l’appetito vien mangiando, il Forest si ripete in campo europeo, buttando subito fuori i grandi favoriti e diventando di colpo la squadra da battere. Il confronto si decide al City Ground di Nottingham, quando i padroni di casa si impongono per 2-0 con un gol per tempo. Ad Anfield l’assedio dura per tutti i novanta minuti, ma quando non ci arriva il portiere Shilton (lunghissima la sua carriera, che si protrarrà fino a metà anni Novanta) ci pensano i pali della porta a salvare gli ospiti. Non è comunque l’unico risultato a sorpresa del primo turno, che vede cadere anche la finalista dell’anno prima. Il Bruges, infatti, dopo aver vinto 2-1 in casa, cede in casa del Wisla Cracovia subendo due reti negli ultimi otto minuti. E cede anche l’unica delle due semifinaliste uscenti presente. La Juventus ha confermato il titolo di campione d’Italia davanti al sorprendente Vicenza del capocannoniere Paolo Rossi e al Torino, ma gli uomini di Trapattoni sbattono il muso al primo ostacolo. Virdis firma la vittoria di misura al Comunale, ma a Glasgow i Rangers ribaltano il risultato con un essenziale 2-0. A non deludere restano il Real Madrid, che ne fa 12 ad una formazione lussemburghese, il PSV, la Dinamo Kiev e la Dinamo Dresda, che avanza ai rigori contro il Partizan Belgrado. E per finire il Colonia, che ha vinto a sorpresa la Bundesliga precedendo il Borussia Mönchengladbach solo per la differenza reti.
Anche agli ottavi di finale questa edizione si conferma abbonata alle sorprese. Il Real Madrid abbandona il campo cedendo ai modesti svizzeri del Grasshopper con tanto di giallo finale. A fine partita il giocatore del Real, Juanito, protesta vivacemente con l’arbitro ritenendo il gol decisivo degli elvetici irregolare. L’arbitro scriverà nel suo referto di essere stato colpito con una testata e nonostante le immagini televisive svelino la menzogna, lo spagnolo sarà squalificato per tre anni. Oltre ai madrileni, che erano gli ultimi ancora in corsa ad aver già disputato una finale, esce di scena anche la Dinamo Kiev, che sbatte contro la difesa del Malmö. Tutto facile per Nottingham, Colonia e Dinamo Dresda, mentre i Rangers vanno a conquistarsi la qualificazione in casa del PSV dopo lo 0-0 di Glasgow.
A sorridere più di tutti nei quarti è il Forest, che riporta sulla terra il Grasshopper col 4-1 dell’andata (ma gli svizzeri erano passati per primi in vantaggio). Desta una buona impressione anche il Malmö, sconfitto per 2-1 a Cracovia ma capace di ribaltare il Wisla anch’esso con un 4-1 casalingo. Non delude nemmeno il Colonia, grazie a Dieter Müller, capocannoniere di Euro 76. Il bomber tedesco, solo omonimo del Gerd del quale ha preso il testimone, mette K.O. i Rangers con un gol all’andata e uno al ritorno. La quarta semifinalista è la sorpresa maggiore, l’Austria Vienna che riporta in alto il calcio austriaco dopo svariati decenni. Le “Violette” vincono per 3-1 in casa e poi limitano i danni a Dresda contro la Dinamo perdendo di misura.
In semifinale sono opposte al Malmö, e questo garantisce già un nuovo Paese esordiente in finale. La spuntano gli svedesi grazie alla loro difesa, imbattuta a Vienna e poi capace di difendere in casa la rete ad inizio ripresa del centravanti Tommy Hansson. Per la maggioranza dei commentatori è però dalla sfida tra Colonia e Nottingham Forest che uscirà la squadra vincitrice. I tedeschi partono bene andando sul doppio vantaggio dopo soli venti minuti in Inghilterra, sotto una pioggia torrenziale. La risposta dei padroni di casa è veemente e già quando scocca l’ora di gioco conducono per 3-2. A cinque minuti dal termine, però, il giapponese Okudera firma il definitivo pareggio con la complicità di Shilton. Serve l’impresa in Germania e gli uomini di Clough la compiono imponendosi con la rete della bandiera Ian Bowyer a metà ripresa, dopo aver controllato la gara per tutto il tempo.
A Monaco di Baviera va dunque il scena la finale che non ti aspetti. Da una parte il Nottingham Forest, che in 24 mesi è passato dalla B all’attico d’Europa, dall’altra il Malmö, squadra leader del finora oscuro calcio svedese, allenato da un tecnico inglese, Bob Houghton. Il Forest è il grande favorito, anche dall’alto delle potenzialità economiche che gli hanno permesso, durante la stagione, di essere la prima formazione inglese a sforare il milione di sterline per l’acquisto del giocatore più in vista del momento, Trevor Francis. Nonostante l’assenza di due difensori titolari, gli svedesi impostano la gara cercando di non prenderle e aiutandosi con la tattica del fuorigioco, spesso portata all’eccesso. Per il Forest è difficile trovare varchi. Ci prova Francis, affondando da destra e mettendo in mezzo per l’accorrente Robertson, ma l’esterno sinistro scozzese colpisce la base del palo. Proprio allo scadere del primo tempo le parti si invertono e il risultato cambia. Robertson affonda a sinistra saltando due avversari e mette in mezzo dove, sul secondo palo, spunta la testa di Francis che insacca da posizione angolata. La ripresa non regala particolari emozioni, col Malmö incapace di rendersi pericoloso e gli inglesi che si limitano a controllare. Al fischio finale può dunque esplodere l’esultanza dei tifosi d’oltremanica giunti in Germania. Nottingham diventa la più piccola città ad aver vinto la Coppa dei Campioni e l’Inghilterra è la prima nazione ad aver iscritto tre squadre nell’albo d’oro.