1957-58: La coppa di Alfredo

1957-58: La coppa di AlfredoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alberto Fornasari
lunedì 15 novembre 2010, 09:00Storia della Champions
di Oreste Giannetta

 

Partecipanti ancora in crescita, da 22 a 24. Al turno preliminare debutta la DDR col Karl Marx Stadt, che elimina i polacchi del Gwardia Varsavia solo grazie alla monetina. Nessun problema per il Manchester Utd, che grazie ai Busby Boys sembra l’avversario più temibile del Real. Il destino però disporrà diversamente. La sfida più interessante è sicuramente quella tra il Benfica e il Siviglia, che ottiene il diritto di partecipare come seconda classificata della Liga. Gli andalusi si impongono per 3-1 in casa, per poi controllare lo 0-0 a Lisbona. Per l’Italia torna a farsi vedere il Milan, che allenato da Gipo Viani ha conquistato agevolmente il suo sesto scudetto. Pur cedendo Nordahl, i rossoneri si sono imposti con un mix di esperienza e gioventù. Da una parte Liedholm e Schiaffino e dall’altra Cesare Maldini e Gastone Bean, frenato sul più bello da un attacco di tifo, ma comunque cannoniere della squadra. Il turno preliminare contro il Rapid Vienna è però difficoltoso, nonostante il 4-1 di San Siro sembri chiudere il discorso già dopo 90 minuti. Al Prater, invece, i viennesi si impongono per 5-2 e si rende necessario lo spareggio. Il 4-2 di Zurigo vede ancora protagonista Bean con una doppietta che lo porta a quattro centri in tre partite.
Agli ottavi il protagonista della netta affermazione sui Rangers è invece l’argentino Ernesto Grillo, appena prelevato dall’Independiente. Firma una doppietta nel 4-1 di Glasgow, preludio al comodo 2-0 del ritorno. In questo turno non ci sono sorpresa, visto che passano tutte le grandi. Ovviamente il Real Madrid, sull’Anversa, il Manchester Utd, sul Dukla Praga, e anche l’esordiente Ajax, che ferma la corsa del Karl Marx. Delle rappresentanti dell’est, in attesa dell’esordio dei sovietici, avanzano dunque solo la Stella Rossa e il Vasas Budapest, che in patria ha colmato il vuoto lasciato dalla Honved.
Ai quarti c’è il derby spagnolo e il Real Madrid mette subito in chiaro chi comanda. O meglio lo fa Alfredo Di Stefano, che stavolta decide di prendersi tutta la scena. Per lui un poker di gol nel clamoroso 8-0 del Bernabeu, e il ritorno diventa una formalità. Tutto facile anche per il Milan, raggiunto nel finale a Dortmund, ma poi vendicatosi con un netto 4-1 a San Siro. Già da ora si capisce che a questo giro la coppa sarà un discorso tra questi due club. Anche perché il Vasas, pur eliminando anche l’Ajax, non appare allo stesso livello, mentre a fermare i Busby Boys non è una squadra, ma la sfortuna. Di ritorno dalla trasferta di Belgrado nella quale hanno conquistato la qualificazione, infatti, l’aereo degli inglesi si schianta durante il tentativo di decollo dopo uno scalo tecnico a Monaco di Baviera. Muoiono 23 dei 44 passeggeri, otto dei quali sono giocatori, compreso Duncan Edwards, il talento più fulgido del gruppo.
Tre mesi dopo, alcuni dei sopravvissuti sono in campo a sfidare il Milan per la semifinale. Schiaffino porta avanti i rossoneri, ma Viollet e Taylor firmano un successo più significativo che utile. A Milano, infatti, gli uomini di Viani non fanno sconti e si impongono per 4-0. Con lo stesso risultato (e con una tripletta di Di Stefano) il Real aveva vinto la gara d’andata contro il Vasas. A Budapest, però, i grandi campioni appaiono distratti e rischiano grosso perdendo per 2-0, un risultato che fa ben sperare la formazione italiana in vista dell’atto conclusivo programmato per due settimane dopo all’Heysel di Bruxelles.
Il 28 maggio del 1958, all’ombra dell’Atomium appena inaugurato, va in scena una delle più belle finali della storia della competizione, anche se succede tutto nella ripresa. Pur con meno del 30% di possesso palla il Milan ribatte colpo su colpo ai bianchi, rafforzati in questa stagione dall’uruguayano Santamaria in difesa, e li costringe ad inseguire per due volte. Prima con una bella girata di Schiaffino e poi col sigillo di Grillo. Rispondono Di Stefano (capocannoniere con 10 gol in 7 partite e uomo simbolo del torneo) e Rial, che beffa Soldan con un pallonetto delizioso proprio quando i rossoneri credevano di avere la vittoria in tasca. Si va dunque ai supplementari per la prima volta. Gli assalti madrileni si fanno sempre più veementi finché, all’inizio del secondo extra-time, Gento trova il diagonale vincente che vale il tris. Neanche questo fortissimo Milan riesce dunque a fermare la corazzata bianca. Il regno di Santiago Bernabeu non sembra dunque vedere la fine.