Sunderland-Leicester 0-2: Ranieri continua a volare grazie a Vardy
Il Leicester vince la sua quinta partita consecutiva, questa volta per 2-0 e allunga a +10 in attesa del match del Tottenham. I due goal sono di Jamie Vardy, ma grande è la prova di tutta la squadra anche a fronte dell’ottima prova d’orgoglio di un Sunderland in corsa per la salvezza. Il Leicester non vinceva allo 'Stadium of light' dal 1995, ma forse non è esattamente questa la stagione che confermerà i soliti numeri della storia delle 'Foxes'.
I SOLITI UNDICI - Il Sunderland di 'big Sam', alla ricerca di punti salvezza, schiera un accorto 4-1-4-1. Davanti a Vito Mannone la linea difensiva è composta dall’americano Yedlin, Kone, Kaboul e Aanholt, mentre a protezione c’è il tedesco Jan Kirchoff. Gli altri due veri e propri mediani sono Cattermole e una vecchia conoscenza del nostro calcio, Yann M’Vila, supportati sulle fasce dal tunisino Khazri e da Fabio Borini. Unico punto di riferimento offensivo il veterano Jermain Defoe.
Mister Ranieri ovviamente conferma il solito 11, disposto nel più classico dei 4-4-2. A difendere la porta c’è il figlio d’arte, Kasper Schmeichel. mentre in difesa confermati Simpson a destra, Fuchs a sinistra e la coppia centrale Huth - Morgan. Sulla linea mediana i quattro sono così disposti: al centro del campo a fare gioco ci sono Drinkwater e N’Golo Kante; mentre sulle fasce confermati Mahrez e il britannico Albrighton. In attacco ovviamente la coppia è sempre la stessa: Okazaki e Vardy.
MATCH RUGBISTICO - Il Leicester non si smentisce mai ed è subito pericoloso in contropiede con l’asse Vardy-Okazaki, che non trovando la porta, beneficiano però di un prezioso calcio d’angolo che per poco non porta Morgan al secondo gol consecutivo dopo il match point contro il Southampton. Al 25esimo grandi proteste da parte delle foxes per un sospetto fallo su Okazaki lanciato a rete dopo la grande giocata di Albrighton che, nonostante un placcaggio rugbistico, resiste e trova il compagno col numero 20 sulle spalle.
Poco altro succede in una prima mezz’ora nella quale l’arbitro Anthony Taylor fa spesso correre facendo in modo che si alzi l’asticella del livello di agonismo e cali il tasso tecnico generale, situazione suffragata dall’atteggiamento aggressivo del Sunderland che chiaramente ha impostato la sua partita andando ad intaccare i punti di forza degli uomini di Ranieri. Ne risente soprattutto Mahrez, tutt’altro che protagonista in una prima frazione di gara nella quale risulta assente e non utile alla causa con movimenti spesso sbagliati.
SCOSSA LEICESTER - Dall’altra parte il più frizzante e nel vivo del gioco sembra essere Fabio Borini, protagonista di alcune pericolose conclusioni, una delle quali chiama Schmeichel alla grande parata. Gli risponde Drinkwater che si fa notare per un paio di inserimenti in area avversaria che però hanno entrambe il medesimo problema di tutto il Leicester. Peccano, cioè, nella fase finale, quella di conclusione verso la porta di Vito Mannone. Spinti anche dal proprio numero 4, le Foxes capiscono che il Sunderland sta cominciando a perdere forza e lucidità e si decidono a spingere con l’acceleratore cercando lo sprint finale. Cavalca l’onda Ranieri che al 62esimo richiama in panchina uno stremato Okazaki per dare spazio all’ormai collaudato dodicesimo uomo Leonardo Ulloa.
CI PENSA VARDY - Al 65esimo il Leicester trova finalmente le misure ai black cats e azzecca la sua più classica delle giocate. Sulla trequarti difensiva le fosse recuperano la palla e, sfruttando un Sunderland sbilanciato, lanciano Vardy grazie ad un Drinkwater sempre prontissimo a trasformare l’azione da difensiva ad offensiva nel minor tempo possibile. Jamie Vardy supera in velocità l’ultimo baluardo difensivo e davanti a Mannone non sbaglia, piattone sul secondo palo e può esplodere la gioia nella panchina di Ranieri.
I minuti passano e il Leicester, forse col gomito del tennista, si schiaccia un po’ troppo dietro rischiando a dieci minuti dalla fine la beffa. E’ infatti Rodwell il protagonista quasi casuale di una incursione offensiva dei black cats che ci conclude alta sulla traversa a due metri dalla porta di uno Schmeichel ormai arresosi al più facile dei tap in del numero 8 con la casacca dei padroni di casa.
COLPO DEL K.O. - Un minuto dopo gli risponde Ulloa anch’esso colpevole di aver sbagliato un gol già fatto, facendosi però lui respingere dal portiere avversario. Alla ricerca dell’ennesimo 1-0 il Leicester ha nelle sue intenzioni quella di tenere la palla intorno bandierina, rischiando poi di mandare addirittura in porta Vardy per il definitivo colpo del KO. Stessa sorte per il neo entrato Amartey che al secondo dei cinque minuti di recupero sfrutta l’assist di Vardy per poi farsi ipnotizzare dal sempre presente Mannone che respinge anche questa.
Ed è proprio durante l’ultimo lancio alla disperata del Sunderland che arriva dopo mille tentativi il colpo del KO. Il giovane Demarai Gray lancia Vardy che nell’uno contro uno, partendo dalla metà campo, salta il suo avversario, salta anche il portiere, e a porta vuota lascia andare con grinta l’ennesimo perfetta pennellata di un dipinto che si fa sempre più chiaro. Dipinto che ritrae il Leicester ancora una volta capolista.
