Nazionale, Ventura avvisa la Germania: "L'Italia ha voglia di rivincita. Belotti gioca? Si"
Giampiero Ventura, in conferenza stampa da Milanello, a poco più di 24 ore dall'appuntamento attesissimo che vede la Nazionale azzurra affrontare in amichevole la Germania, si è così espresso: "E' una partita di cartello seppur un'amichevole, non c'è bisogno di avere chissà quali stimoli. Il problema è cosa ci dirà questa partita, al termine dovremo fare verifiche su interpretazione e altri aspetti. Sono i campioni del mondo, hanno giovani ma sono figli di una programmazione decennale. Avrei voluto avere uno o 2 giorni in più dopo Vaduz, ho avuto solo 24 ore e non sono molte. In Italia il risultato conta, ma conteranno anche la lettura delle situazioni e lo spirito".
Sulla formazione: "Non credo che Zaza, Bernardeschi e Insigne giochino tutti e 3. In allenamento dovremo giudicare Candreva ed Eder che hanno qualche problema. Schiererò chi mi dà maggiori garanzie, nessuno stravolgimento. Poi è ovvio che per schierarsi a 3 in difesa un elemento nuovo va inserito... Belotti gioca? Sì".
Il ct parla poi di un calendario complicato, soprattutto in vista della partita con la Spagna del 2 settembre 2017: "Nella partita inaugurale la differenza di gamba tra noi e la Francia era evidente, ho chiesto di iniziare il campionato con 3 giornate prima della sosta (13 agosto, ndr) ma mi hanno detto di farmi ricoverare... E' interesse nazionale, giocano tutti in anticipo. Ho solo fatto una richiesta, sarebbe opportuno e mi è stato detto: vediamo ciò che si può fare. Bisogna metterci in condizione di giocare ad armi pari".
"Ho trovato disponibilità da allenatori e presidenti - precisa - ciò che non mettevo a fuoco erano i tempi. La programmazione va fatta a 360 gradi, per raggiungere grandissimi obiettivi serve creare i presupposti. E' una questione di sistema, l'esempio della Germania è chiaro: dopo un grande fallimento si è presa una grande decisione ed è iniziata una grande risalita. Nel calcio si può sempre ricostruire, sono arrivato in un momento particolare, nel calcio contano i risultati mentre a livello generale conta la programmazione".
Ventura difende la linea verde: "Con la Francia perdemmo 3-1, si parlò di disastro, perchè questa è la cultura che c'è qui. Io devo tutelare i giovani, l'ho sempre fatto in carriera, funziona così ma non mi piace. Non si potrà mai cambiare. Basti pensare a Romagnoli: molti dicevano di non farlo giocare contro la Spagna, la ritenevano una follia, se l'avesse 'toppata' non sarebbe quello di adesso. Questa è la strada per il futuro, ma vanno gestiti per fargli mettere a fuoco in breve tempo le loro capacità e farli diventare punti fermi".
Le motivazioni, come detto, contro i tedeschi vengono da sole: "Dentro i ragazzi c'è voglia di rivincita, ma anche chi non ha fatto l'Europeo ce l'avrà".
Tornando all'impegno di San Siro, il selezionatore azzurro evidenzia: "E' la squadra più organizzata tra tutte le Nazionali, deve darci la possibilità di aprire una finestra sul futuro. Nessuna paura di batoste, uno cerca di vincerle tutte. La partita di Vaduz ha detto che possiamo cambiare modulo, seppur nel tempo. Serve tutelare questo piccolissimo patrimonio, sperando che poi diventi grande".
I primi mesi al timone dell'Italia, secondo l'ex Toro, sono positivi: "E' ovvio che il campo manca, ma il bilancio penso sia buono seppur non sia il massimo ma va tenuto presente il poco tempo a disposizione. Sono soddisfatto soprattutto per la disponibilità avuta, c'è voglia di crescere, conoscere e partecipare. Barzagli ad esempio parla pochissimo, ma è un esempio straordinario per i giovani".
