Inter, Materazzi: "Portatemi il contratto col Milan! E sul futuro..."

Inter, Materazzi: "Portatemi il contratto col Milan! E sul futuro..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alberto Fornasari
giovedì 10 febbraio 2011, 21:30News
di Fabrizio Romano
fonte FcInterNews.it - Inter.it

"Al'Inter ho trovato un ambiente che ha saputo apprezzare le mie qualità umane, conoscendole. Perchè, come alcuni di voi sapranno, chi non mi conosce la pensa in maniera diversa. Ho trovato persone che mi hanno valutato anche negli errori per come ero davvero e che mi sono state vicine anche nei momenti di difficoltà. Ed è per questo che sono ancora qui". Così parla ad Inter Channel, Marco Materazzi, difensore nerazzurro

"Quello che più mi piace, nella vita - continua Matrix - è regalare un sorriso ai bambini. Per questo credo che, una volta chiuso con il calcio giocato, all'Inter quello che mi piacerebbe sarebbe collaborare con Inter Campus". Poco probabile invece una carriera oltreoceano: "Futuro negli Usa? Quella è una cosa che era venuta fuori quando forse non ero così felice qui all'Inter, ma quello che davvero voglio è essere qui dove sono e questo lo conferma anche la scelta che feci nel 2006: quella di non andare al Milan, una scelta di cuore e ne parlo ancora perchè c'è qualcuno che me lo rinfaccia. Dovevo scegliere tra il Milan e il Bologna, nell'anno del Mondiale con un allenatore che preferì altri giocatori al sottoscritto. Non è una polemica, ma dovevo preparare un Mondiale al quale volevo partecipare. Se firmai un contratto? Ripeto: chi ce l'ha, me lo porti".

Una battuta anche su Andrea Ranocchia: "E' già affermato, ma farà tantissima strada. E' uno alla 'contadina', uno forte che sa dove vuole arrivare, con la corteccia dura. Un anno fa parlavamo in società tra lui e Bonucci, e io non ho avuto dubbi nel suggerire Andrea, con tutto il rispetto di Bonucci".

"Ho commesso tante sciocchezze nella mia vita, le ho prese e le ho date e non mi sono mai lamentato. Su questo nessuno può dire niente. Io difensore falloso? Smetterò di giocare quando smetteranno di parlare di me e lo stesso vale parlando di atteggiamento in campo: finchè parlano, lasciamoli parlare".

Il Mondiale del 2006 con la nazionale italiana prima, la Champions League con l'Inter quattro anni più tardi: "Due momenti diversi, ma entrambi molto intensi. Ho ricordi sbiaditi di Madri, dove ho pensato "ho vinto quasi tutto, ma manca ancora qualcosa". A Berlino ho pensato che avevamo riacciuffato una partita, ma c'era ancora tanto da sudare".

Materazzi è anche ironia per questo proprio lui, dopo il derby vinto dall'Inter 2-0 del gennaio 2010, ha indossato una maschera di Silvio Berlusconi comprata mentre era al supermercato con suo figlio: "È stata una cosa simpatica, ci ho riso anche con il Berlusconi stesso, magari c'è qualche intercettazione...Lui ci ha sorriso su come si doveva sorride, solo qualcuno - vedi i leccapiedi suoi - ha provato a far diventare quella mia azione un qualcosa di chissà quanto grave".

"Volere è potere": c'è chi lo suggerisce a Materazzi come il motto che descrive alla perfezione l'Inter, quella squadra che dà sempre il massimo in grinta, determinazione, carattere e che dà la sensazione di volere dare e fare sempre di più: "Ci sentiamo così perchè ne abbiamo subite tante, troppe, e allora vogliamo sempre cambiare le sorti che sembrano già scritte. Forse questa è la nostra grande forza. La forza mia, quella di Cordoba, quella di chi è all'Inter da dieci anni e di chi sa quello che abbiamo sofferto per raggiungere certi traguardi. Se mi sentivo preso in giro? Molto, ma non lo dicevo più perchè sembrava un alibi allora passavi per scemo e invece poi alla fine era come pensavo io, come pensavano tutti".

E sul campionato attuale: "È lungo e abbiamo una squadra davanti che è troppo forte da raggiungere e noi, poverini, ce la stiamo mettendo per rimediare agli errori commessi nei primi sei mesi". E c'è chi in studio sorride ascoltando le parole di Matrix....

Qualche parole a distanza con Billy Costacurta, un "dialogo" iniziato proprio dall'ex calciatore rossonero defindendo Matrix un non-simpatico: "E non solo questo, ma a quest'ora i bambini sono ancora svegli e quindi non aggiungo altro. Ringrazio Piero Chiambretti che, durante la puntata della quale sono stato ospite, ha tirato fuori dal suo archivio un po' di falli fatti da Costacurta. Tutti, ogni tanto, andiamo sopra le righe, ma io dirò sempre quello che penso, perchè sono uno che, anche negli errori, ha sempre ammesso".

Inevitabile parlare poi del rapporto speciale che lega Materazzi a Samuel Eto'o: "È qualcosa nato quando Samuel era ancora al Barcellona. Quando ho saputo che c'erano possibilità che venisse all'Inter, gli ho mandato un messaggio "Corri qui che vinciamo tutto", lui l'ha fatto e io lo ringrazio perchè abbiamo davvero vinto tutto".

E se le immagini dell'allenamento di oggi mostrano Nagatomo sbagliare un gol praticamente fatto e Materazzi prenderlo in giro con un sorriso è solo perchè "anche lui deve capire cosa significa per noi Juventus-Inter...". Parola di guerriero, che aggiunge: "Se ne parla già troppo di questa partita, ma va vista come la sfida tra ventidue campioni che si affronteranno in campo. Vinca il migliore'. E allora che il migliore sia anche la terna arbitrale: "Sarà difficile anche per loro, ma faranno il meglio. L'importante è che ci sia il dialogo e l'educazione"

Due sono le squadre contro le quali Materazzi preferisce vincere tra tutte "Milan e Juventus", mentre ricorda che "se anche non ho mai avuto i piedi di Maradona, 40 o 50 gol in serie A li ho fatti, quindi non ce li ho neanche di marmo".

E a chi gli chiede se non sia diventato un po' troppo buono, il difensore nerazzurro risponde: "Se così fosse, avrei già smesso. Tutti noi calciatori siamo degli esempi, da seguire o meno. Non mi sento di essere un giocatore classico che dà la sua risposta per ompiacere un giornalista. L'importante è parlare poco e bene, senza peli sulla lingua. Io leader del gruppo? Sì, mi sento importante, ma ho voglia di giocare e, pur conoscendo il mio ruolo, se non scendo in campo mi arrabbio. Perchè altrimenti sarebbe giusto smettere".