Infantino: dal mondiale 2026 parteciperanno 40 nazionali
Nel 2018 in Russia, nel 2022 Qatar. E se la sede dell'edizione 2026 è ancora un mistero, si comincia già a pensare a dove potranno avere luogo i Mondiali del 2030. Con due candidature che spiccano sulle altre: quelle di Uruguay e Argentina.
L'idea dei due Paesi è quella di organizzare la competizione in maniera congiunta, sullo stile di Giappone-Corea del Sud 2002. Nel 2030, del resto, ricorrerà il centenario della prima edizione della Coppa del Mondo, quella disputata nel 2030 proprio in Uruguay, che vide trionfare la Celeste dopo la finale con l'Argentina.
E Gianni Infantino che ne pensa? Guarda con favore e con interesse alla prospettiva di unire le forze. "La FIFA tradizionalmente è contro l'organizzazione congiunta dei Mondiali, ma io personalmente sono a favore", ha detto il presidente, in visita ad Asuncion nella sede della CONMEBOL.
Lo svizzero ha inoltre affermato che "un tema importante da affrontare sarà proprio questo: se i Mondiali si giocheranno in un solo Paese oppure in più di uno". Riconoscendo l'importanza di fare le cose nel modo migliore nel 2030, "un anno molto importante nella storia del calcio".
Infantino, infine, ha ammesso l'intenzione di allargare la fase finale dei Mondiali da 36 a 40 squadre spiegando: "L'dea è quella di partire con il nuovo format nell'edizione del 2026. Ne stiamo parlando con tutto il mondo del calcio, giocatori inclusi".
Se Uruguay e Argentina dovessero riuscire ad ottenere l'assegnazione del torneo, sarebbe la seconda edizione disputata in più di un Paese: la prima, come detto, risale al 2002 (Giappone e Corea del Sud). Un'usanza che - da Belgio-Olanda 2000 a Polonia-Ucraina 2012 - è andata invece consolidandosi in Europa.
