Chelsea, ecco cosa ha detto il capitano Terry
L’addio dello Special One non lascia scuse ai giocatori del Chelsea: “È caduta la testa dell’allenatore, e come gruppo dobbiamo assumercene la responsabilità”.
Dopo Fabregas, qualche ora prima della separazione consensuale fra Mourinho e il Chelsea, tocca al capitano dei Blues John Terry fare autocritica: “Se la società avesse potuto sbarazzarsi di venticinque giocatori, sono sicuro che l'avrebbe fatto” ha spiegato al Times. “Ma sfortunatamente ha pagato l’allenatore”.
La solita legge del campo: l’allenatore paga per tutti. I motivi? Diversi. Mercato sempre aperto, necessità di scossoni all’ambiente, impossibilità di cambiare un intero parco giocatori.
“Non c'è niente che possiamo fare - ha proseguito - il Chelsea e' un grande club, per noi è inaccettabile essere in questa posizione e l'allenatore ha perso il lavoro per questo”. Pare strano, però, il tempismo con cui il club di Cobham è tornato alla vittoria: immediatamente dopo l’esonero dello Special One, imponendosi per 3 a 1 a Stamford Bridge sul Sunderland.
“Abbiamo parlato venerdì della necessità di rimanere uniti nei prossimi cinque-sei mesi e risalire la classifica. Sfortunatamente a cadere è stata la testa dell’allenatore” ha chiosato, “e ora come gruppo dobbiamo prendercene la responsabilità”.
L’arrivo di Guus Hiddink, che sabato era a Stamford Bridge ad osservare i ‘suoi’ ragazzi, ha colmato subito il vuoto lasciato da Mourinho e altrettanto rapidamente dovrà dare risultati tangibili sul gioco e sui risultati dei Blues, impegnati nel Boxing Day ancora in casa, contro il Watford, prima di andare in scena, due giorni dopo, contro lo United all’Old Trafford.
