Chelsea, Ancelotti e la sigaretta a Wembley
Si sa, i templi di ogni religione sono sacri, pure quelli di una religione profana come quella calcistica. Ma pur di raggiungere grandi traguardi si è disposti a correre il rischio e di prendersi anche una multa salata. Il divieto di fumo a Wembley è già costato a Guus Hiddink, suo predecessore al Chelsea nel 2009, una maxi multa di 2.500 sterline eppure Carlo Ancelotti ha ammesso oggi candidamente che se potrà tornare nello stadio londinese in occasione della finale di Champions League non esiterà ad accendersi una sigaretta come buon augurio, dopo quella che a suo dire ha già fumato lo scorso anno prima della finale di F.A. Cup vinta contro il Portsmouth. Visto che lui non è stato beccato, ma che pure Hiddink vinse la sua Coppa, la cabala non suggerisce di fumare di nascosto. Il problema maggiore per il Chelsea, che stasera si prepara al mesto passaggio di testimone in patria con i Red Devils, sarà però quello di raggiungerla, la finale.
