Ancelotti: "Nazionale?...magari invecchiando"
Carlo Ancelotti ha rilasciato una lunga intervista su radio 1 nella quale tocca vari argomenti. Si va dal suo rapporto con Milan e Roma (Totti) fino al suo possibile approdo un futuro, in Nazionale. Il tecnico di Reggiolo, ci tiene a precisare che ama troppo il quotidiano lavoro di campo e che forse con il tempo e gli anni la cosa potrebbe cambiare, cambiando anche le sue prospettive in ottica azzurra.
Spazia un po' sul suo passato e partendo dal grande amore per il Milan che lui così bene ha guidato nell'era ormai al tramonto di Silvio Berlusconi, precisa:"è la fine di un ciclo, il ciclo del grande presidente Berlusconi. C'è la tendenza a dimenticare cosa ha fatto nel calcio, nel Milan in particolare, rimane un ciclo irripetibile, non solo per il Milan"; per quanto riguarda la Roma, parla sopratutto di Totti e aggiunge: "A me hanno insegnato una cosa: non devono essere gli altri a dirti di smettere, ma devi decidere tu. È stato così per Maldini, sarà così per Francesco: ha voglia di giocare e sta bene, è determinante, sarà lui a decidere il giorno in cui farà altro".
Per quanto riguarda la sua avventura appena iniziata al Bayern precisa: "Il Bayern è una grande società con un'ottima organizzazione, è guidato da ex giocatori e questa è un po' la differenza. Il fatto che il presidente Rummenigge conosca l'ambiente dentro lo spogliatoio è un vantaggio: diciamo che il Bayern è una società a conduzione familiare, dove si respira una bella aria, un bell'ambiente. È questo lo stile che utilizza questa società, le persone che lavorano qui lo fanno da tempo. C'è umiltà. È un po' l'ambiente che si respirava al Milan". Sulla squadra: "Sono contento perché sento di avere una squadra forte e competitiva, ma la Champions League si decide a marzo. Inizia domani e passo dopo passo cerchiamo di arrivare più avanti possibile".
