Milan, il cuore non basta. Gli Spurs volano ai quarti
C'era una volta il Milan e il suo Dna europeo, come la società rossonera amava ricordare. C'era una volta, appunto. Perché oggi, a quattro anni dall'incredibile trionfo di Atene, canto del cigno di una squadra straordinaria, le delusioni si accumulano. Dal 2007 ad oggi fanno tre eliminazioni su tre partecipazioni in Champions League, alle quali va aggiunta anche un'eliminazione ai sedicesimi di Europa League contro il Werder Brema. Il risultato dell'andata aveva già compromesso il passaggio del turno e al Milan non è riuscita l'impresa. Gli Spurs accedono ai quarti di finale.
LE FORMAZIONI: Come era da previsione della vigilia, Kevin-Prince Boateng è regolarmente in campo. Smaltita la distorsione alla caviglia subita contro la Juventus sabato, il centrocampista tedesco-ghanese va a comporre la linea mediana con Seedorf e Flamini. In attacco largo a Robinho alle spalle del tandem offensivo Ibra-Pato. Redknapp tiene fede ai dubbi della vigilia, dimostrando di non aver fatto alcuna pretattica: Bale si accomoda in panchina, al suo posto il sudafricano Pienaar. In avanti largo a Crouch, match winner dell'andata, supportato da van der Vaart.
MEGLIO IL MILAN: Gli inglesi partono provano a partire subito forte. Dopo due minuti, Pienaar suggerisce per van der Vaart che cerca subito la porta, con il pallone che si spegne alla sinistra di Abbiati. Crouch con i suoi centimetri tiene in apprensione continua la difesa rossonera e, fin dalle prime battute, si capisce che quella sarà una delle chiavi del match. Poi inizia a guadagnare campo il Milan, che però si fa vedere in avanti più con i calci piazzati che con azioni manovrate. Tra le fila rossonere si distingue il solito Boateng. Gli Spurs riescono a contenerlo solo con i falli, da cui scaturiscono punizioni interessanti. Al 25', però, il Milan costruisce una palla gol clamorosa: Pato salta Gomes e mette in mezzo per Robinho che però calcia malissimo e la sua conclusione, deviata, viene respinta da Gallas proprio sulla linea. Il Tottenham risponde con una punizione di van der Vaart, che termina alta di poco. Un primo tempo, insomma, poco spettacolare. Spurs troppo timidi, rossoneri superiori per possesso palla e occasioni. E' mancata, al solito, la precisione
LA RIPRESA: Crouch che colpisce malamente su un grande cross dalla destra.Si riparte senza cambi e con un Tottenham che prova a ripartire con maggior decisione. Subito una grande occasione per Crouch, che non sfrutta al meglio un bel cross dalla destra. Lennon impegna seriamente il malcapitato Jankulovski, che si fa saltare spesso e volentieri, e costringe Seedorf a ripiegare spesso in fase di contenimento. I giocatori del Milan capiscono che il momento è decisivo e iniziano a entrare duro. Viene ammonito Flamini, che era anche tra i diffidati. Redknapp inizia a giocarsi un po' di cambi: fuori un esausto van der Vaart, dentro l'attesissimo Bale, poco dopo dentro Jenas al posto di Pienaar. Allegri opta invece per un cambio sugli esterni: fuori Jankulovski, dentro Antonini. Non cambia nulla dal punto di vista tattico. Il Milan attacca, è vivo, ma si vede che non ha più lucidità. Il tempo passa e serve almeno un gol per conquistare i supplementari. Al 76' White Hart Lane trema: Merkel, subentrato a Boateng, mette in mezzo, Sandro libera ma sulla ribattuta si avventa Pato, che sfodera un bolide che si stampa sull'esterno della rete, dando quasi l'illusione del gol. A due minuti dalla fine, i tifosi inglesi iniziano a cantare più forte. Ormai sanno che è quasi fatta, che un gol subito non eliminerebbe la loro squadra, o almeno non ancora. Dopo tre minuti, arriva il fischio finale. Esultano i ragazzi di Redknapp, il Milan saluta la Champions League.
