Inter ko a Brema: tre schiaffi dal Werder. I nerazzurri chiudono secondi
L'Inter soccombe a Brema: tre a zero e secondo posto nel girone. Apre Prodl, raddoppia Arnautovic, chiude Pizarro. E meno male che bisognava evitare figuracce
LE FORMAZIONI - Inter ampiamente rimaneggiata quella che si presenta sul terreno di gioco del Weserstadion: Orlandoni difende i pali, in retroguardia gioca Cambiasso centrale al fianco di Cordoba, a causa di un problema a Materazzi nel riscaldamento, con il giovane Biraghi lanciato titolare sull'out di sinistra. Motta guida il centrocampo, supportato dalla dinamicità di Nwankwo; occhio a Santon, schierato con licenza di offendere, mentre in avanti tandem composto da Eto'o e Pandev. Nel Werder, invece, solo una punta: Hugo Almeida, con Arnautovic, Hunt e Marin a rimorchio sulla trequarti.
APRE PRODL - Noia per buoni venti minuti, poi il Werder decide di scendere in campo. Anche perché l'Inter fa poco o nulla, fa fatica a costruire gioco, in avanti è impalpabile, sugli esterni affonda poco. I tedesci lo capiscono, iniziano ad avanzare il baricentro, Orlandoni salva su Almeida alla mezz'ora, poi, al 39', è la testa di Prodl a far esplodere il Weserstadion: incornata su pallone proveniente da un corner, deviazione di Cordoba - probabilmente decisiva - e uno a zero Werder.
TUTTO WERDER - Tempo quattro minuti della ripresa, e i tedeschi chiudono i giochi. Cross di Almeida, Arnautovic batte di prima intenzione, e l'Inter becca il secondo. Situazione: Werder che a questo punto prova ad addormentare i giochi, Inter che prova a reagire. Ma lo fa in maniera eccessivamente timida - l'unica vera occasione è un palo di Pandev su un tiro-cross - con i tedeschi che, allora, decidono di chiudere il match, per evitare qualsiasi rischio. Hunt impegna Orlandoni alla mezz'ora, Mertesacker, di testa, coglie un palo al 35'. Un minuto dopo un altro legno, colto dall'ottimo Hunt: traversa su botta dall'interno dell'area. Poi, al 43', l'Inter capitola: Pizarro la butta dentro per la terza volta, liberandosi di Cambiasso spalle alla porta, voltandosi, battendo a rete.
FISCHIO FINALE - Ultimo sussulto, un incrocio dei pali di Pandev. Dopodiché il triplice fischio, che sancisce il secondo posto della squadra di Benitez. Occasione gettata alle ortiche per i nerazzurri, che non sfruttano il pareggio tra Twente e Tottenham che avrebbe potuto scaraventarli al primo posto nel girone. Moratti aveva chiesto, alla vigilia, di evitare figuracce: non è che l'Inter ci sia riuscita appieno, stasera.
