4-0 complessivo. Juve al capolinea del sogno Champions
Tanto cuore, tanta voglia, tanta caparbietà, ma in una competizione come la Champions la differenza la fa la tecnica, la qualità. Il Bayern bissa il risultato dell'andata mandando in gol prima Mandzukic e poi Pizarro dalla panchina. Già, quella panchina su cui rimane seduto Mario Gomez, uno che ha segnato valanghe di gol e che il Bayern può permettersi di avere come terza scelta. Ben inteso: di fronte a questi bavaresi era difficile avere la meglio. Forse ci si aspettava qualcosa di più; forse era doveroso, perché non è mai bello chiudere con uno 0-4 complessivo. Però la Juve era praticamente una Cenerentola, che si è scontrata contro una realtà tecnico-tattica troppo più grande. Una squadra potenzialmente da Triplete, che gioca ormai a memoria dopo anni di rodaggio e che si appresta a chiudere una stagione eccezionale, consegnando nelle mani di Guardiola una situazione configurabile nella più classica delle patate bollenti. Alla fine della fiera la Juve abbandona un sogno cullato e coccolato per lungo tempo, passato per le imprese contro il Chelsea e la vittoria a Donetsk, che hanno riconciliato la squadra con un pubblico partito diffidente e giunto al capolinea con lo spirito delle migliori tifoserie inglesi. Cori pro-Juve da brividi nel finale con i giocatori del Bayern esultanti sullo sfondo. Se la ricompensa per "l'estinzione" delle italiane dalla Champions è questo, fa piacere "aprire il portafoglio". Arrivederci Juve! Ti aspettiamo l'anno prossimo, più forte e matura di oggi.
