Sousa chiama, la Fiorentina risponde: poker al Belenenses e gioco convincente!
Quattro vittorie nelle ultime 4 gare, con 11 gol fatti e una sola rete subìta: la Fiorentina è ormai una certezza che riesce a imporre, adesso, il proprio gioco anche in Europa. Il passato da “gobbo” di Paulo Sousa è stato già dimenticato grazie ai risultati, come spesso accade nel calcio. Aiutato da un Rossi in più, che ritrova la via delle rete dopo 501 giorni: contro il Torino l’ultimo sigillo, nel lontanissimo 19 maggio 2014. Contro il Belenenses, alle danze partecipano anche Khouma Babacar e Simone Bernardeschi, presente e futuro della viola, i quali si dimostrano delle valide alternative alla coppia titolare Ilicic-Kalinic. Agguantato in classifica il secondo posto nel girone alle spalle del Basilea, primo con 6 punti, che ieri ha svolto il suo compito battendo il Lech Poznan per due reti a zero, altro avversario di infimo livello. Per il primo posto sarà sicuramente decisiva la sfida di ritorno contro gli svizzeri.
Ad impressionare della Fiorentina non è il risultato, ma bensì la tenuta fisica che i viola hanno mostrato per i novanta minuti e la versatilità dei giocatori schierati nel 3-5-2, specie i due esterni di centrocampo Rebic e Bernardeschi che, nonostante le spiccate doti offensive, non si risparmiano in fase di copertura. Un’altra traccia dell’autorità e della fiducia guadagnatasi all’interno dello spogliatoio dal tecnico portoghese. Certo, il test non è molto indicativo viste le modeste qualità dei portoghesi, oltretutto sempre remissivi. L’unico a lasciare un segno tangibile è Kuca, bravo ad approfittare dell’unica disattenzione difensiva dei toscani. Poi più nulla. Baricentro basso e tanta libertà in fase di impostazione ai tre del pacchetto difensivo che in questo modo non fanno scomodare i centrocampisti, che si occupano di tenere a bada i rispettivi dirimpettai. Fondamentale il dinamismo di Vecino, ormai essenziale per questa Fiorentina, provvista di tanti palleggiatori ma pochi incursori come l’uruguagio.
Tanti spunti positivi per Sousa, il quale adesso ha la garanzia di poter contare su un gruppo di giocatori molto ampio che lo aiuteranno a gestire il doppio impegno. In difesa la coperta è corta, anche se Mario Suarez, scalato nel reparto arretrato nell’ultimo mezz’ora, plausibilmente potrebbe essere molto più di un esperimento, in attesa dei rinforzi di gennaio. Adesso la testa è subito rivolta all’appuntamento di campionato contro l’Atalanta, sfida dopo la quale si potrà avere un resoconto sulla personalità di giocatori gigliati, chiamati a mantenere alto il livello della concentrazione dopo il filotto di vittorie. Per passare dalle stelle alle stalle il passo è molto più breve di quel che si pensi.
