Matthäus, il tedesco tutto-fare
Lothar Herbert Matthäus è nato il 21 marzo 1961 ad Erlangen. E' un ex calciatore tedesco, di ruolocentrocampista o difensore, ed ora è un allenatore. Inizia la sua avventura da professionista con la maglia del Borussia Monchengladbach veste per cinque stagioni, dal '79 all'84: durante questa fase della carriera vince con la maglia della nazionale tedesca l'Europeo del 1980 dando un contributo importante alla vittoria del torneo.
Nel 1984 viene comprato dal Bayern Monaco: con la maglia del club bavarese gioca per quattro stagioni, dove vince per tre volte il campionato tedesco e una Coppa di Germania. Terminata la parentesi con il Bayern, Matthaus fa il suo approdo in Italia dove lo acquista l'Inter del presidente Ernesto Pellegrini per 5,6 miliardi di lire. Nel periodo interista vinse lo scudetto dei record, che l'Inter conquistò nell stagione 88-89 con 58 punti in 34 partite, e che rimane ancora oggi un record per i campionati italiani a 18 squadre e 2 punti per vittoria. Matthäus segnò il decisivo 2-1 nello scontro diretto di Milano con il Napoli. Nello stesso anno vinse con i nerazzurri anche la Supercoppa italiana.
Nella stagione 1990-1991 contribuì alla vittoria della Coppa UEFA, la prima dell'Inter e della sua carriera personale, nella doppia finale italiana contro la Roma segnando il rigore del definitivo 2-0 nella sfida di andata giocatasi a San Siro (il ritorno finì 1-0 per i giallorossi). Il 12 aprile 1992, contro il Parma, Matthäus ebbe un grave infortunio, con la rottura dei legamenti del ginocchio. Quella stagione inoltre era vissuta tra le crisi della squadra, passata da Corrado Orrico a Luisito Suarez, e personali, da una famiglia a un'altra. Così, di comune accordo con la società, venne ceduto al Bayern Monaco per 3 miliardi di lire.
Come per la prima, acnhe la seconda parentesi Mathhasus con la maglia dei bavaresi è ricca di successi. Dal '92 al 2000 Matthaus conquista altri 4 campionati tedeschi, 2 Coppe di Germania, 3 Coppe di Lega e 1 Coppa UEFA. Tra i vari successi però c'è anche la sconiftta nella finale di Champions League nella stagione 1998-1999 contro il Manchester Utd che ribalta l'esito dell'incontro negli ultimi minuti, mentre Matthäus era stato appena sostituito.
Terminata la seconda parentesi con il Bayern, Matthaus lascia il alcio europeo per approdare nel 2000 ai N.Y. MetroStars, dove a fine stagione diede l'addio al calcio professionistico iniziando nel contempo l'attività di allenatore. L'unico rammarico del Matthäus giocatore fu quello di non aver mai sollevato la Coppa dei Campioni, perdendone due finali. Con la maglia della Germania oltre all'Europeo il tedesco conquista anche il Mondiale del '90, dopo aver perso le finali nelle due edizioni precedenti. Tra i vari successi personali c'è anche il pallone d'Oro nel 1990.
Il 6 settembre 2001 diventa allenatore della squadra austriaca del Rapid Vienna, fino al 10 maggio 2002. Dal 22 dicembre dello stesso anno allena la compagine serba del Partizan, dove rimane fino al 13 dicembre 2003 vincendo un campionato. Dal 14 dicembre successivo diventa commissario tecnico dell'Ungheria, ruolo che riveste fino al 31 dicembre 2005. Dall'11 gennaio 2006 guida i brasiliani dell'Atlético Paranaense, dove rimane fino al 17 marzo seguente. Dal 1º giugno 2006 al 12 giugno 2007 è il vice di Giovanni Trapattoni al Salisburgo, vincendo in questa veste il campionato austriaco.
Dal 15 giugno 2008 viene ingaggiato dal Maccabi Netanya: rimane sulla panchina della squadra israeliana fino al 29 aprile 2009. Il 24 ottobre dello stesso anno viene ingaggiato dagli argentini del Racing Club: dopo due giorni cambia idea e si licenzia. Il 23 settembre 2010 diventa allenatore della Bulgaria, incarico che mantiene sino al 19 settembre 2011 quando rescinde consensualmente il contratto con la nazionale danubiana.
Giocatore versatile, grintoso e carismatico, era dotato di prontezza negli inserimenti e senso del gol (oltre 200 reti in carriera), ma contribuiva con altrettanta efficacia alla fase difensiva.Negli ultimi anni della carriera fu spostato in posizione di libero, ruolo nel quale continuò a mantenere elevati standard di rendimento.
