La rivincita di Cech: da riserva dei Blues a trascinatore dei Gunners

La rivincita di Cech: da riserva dei Blues a trascinatore dei GunnersTUTTOmercatoWEB.com
Petr Cech, 33 anni
© foto di Imago/Image Sport
lunedì 28 dicembre 2015, 13:30Champions League
di Federico Mariani

Il suo trasferimento dal Chelsea all’Arsenal nel corso della sessione estiva ha stupito molti appassionati e spiazzato i tifosi di entrambe le squadre. Non è stato semplice per i Blues accettare che una storica bandiera lasciasse il loro club per accasarsi presso una delle più acerrime rivali; i Gunners, dal canto loro, sono stati piuttosto freddi inizialmente, memori del passato del loro neoacquisto. Petr Cech non ha mai dimenticato i suoi dieci anni al Chelsea, una lunga storia di trionfi e successi; ma allo stesso tempo ha deciso che era giunto il momento di voltare pagina. E in fondo era l’unica soluzione per dimostrare al suo mentore José Mourinho che si sbagliava, per mostrargli che Cech non era un portiere finito o un valido guardaspalle per il giovane Thibaut Courtois. Petr voleva dimostrare al mondo intero che poteva ancora essere protagonista. I fatti gli stanno dando ragione.

Se l’Arsenal è tornato a lottare per il titolo con i favori del pronostico per la volata finale, è anche per merito del numero 1 della nazionale ceca. Finalmente i Gunners hanno ritrovato un portiere sicuro e capace di dare solidità alla retroguardia con una certa continuità, quella che è mancata ai vari Almunia, Mannone e Szczesny. E tutto ciò non è affatto casuale: Cech non ha accusato l’arrivo di Courtois alla corte di Mourinho nell’estate 2014 ma ha continuato a lavorare sodo per invertire la tendenza che lo vedeva destinato a fare posto all’estremo difensore belga. Ha atteso che arrivasse la sua occasione. Nel frattempo, si è tolto la soddisfazione di vincere la coppa di Lega con il Chelsea prima dell’addio estivo. Ironia della sorte, il primo impegno con la maglia dei Gunners è stato la FA Community Shield contro il suo ex club. Lì è stato evidente che il suo apporto alla causa di Arsene Wenger sarebbe stato determinante: con due miracoli ha stroncato le iniziative dei suoi ex compagni di squadra e ha regalato alla sua nuova società la prima gioia stagionale. Il suo cammino da Gunner non è sempre stato impeccabile ma è andato in un crescendo incredibile.

E questo è anche per merito della maturità sportiva di Cech. Probabilmente, rispetto agli anni passati non è più così esplosivo nel colpo di reni, l’età ed i tanti infortuni rimediati in queste ultime stagioni iniziano a farsi sentire nei riflessi ma ciò non ha attecchito il suo straordinario senso della posizione che gli permette di essere ancora protagonista tra i pali e di coprire lo specchio della porta agli attaccanti avversari. Inoltre, grazie al fisico possente e alla sua abilità nel scegliere il tempo giusto per l’intervento, risulta difficilmente battibile anche nell’uno contro uno. Strepitose le sue parate nei match contro il Bayern Monaco e contro l’Olympiakos in Champions League, determinante nella crescita dell’Arsenal in campionato: Cech è tornato a tutti gli effetti. E tutto ciò mentre in casa Chelsea regna il caos ed il primato in classifica appare un miraggio.

Wenger se la ride: ora che è stata ritrovata la stabilità tra i pali, con qualche rinforzo mirato in difesa a gennaio, i Gunners possono realmente sognare in grande per la seconda parte di stagione. In Champions League c’è l’ostacolo Barcellona che sembra insormontabile (ma non imbattibile), mentre la Premier, nonostante l’ultimo tonfo rimediato contro il modesto Southampton,  torna ad essere un obiettivo particolarmente allettante dopo tante stagioni di bel gioco e poca concretezza. Cech insegue una delle ultime imprese della sua straordinaria carriera: riportare al successo in campionato l’Arsenal dopo 12 anni di digiuno. Se ci riuscisse, compirebbe un capolavoro paragonabile solamente alla Champions vinta con il Chelsea nel 2012, con una serie di prestazioni incredibili. C’è da scommettere che Petr ci proverà: gli piacciono le sfide e ancora di più vincerle.