Il 2015 di Messi: i segreti della rinascita della Pulce
Il 2014 sembrava fosse l’inizio di un lento e clamoroso declino. Nessun trofeo e un’infinità di secondi posti: Liga, Copa del Rey, Mondiale. un’annata insolita per uno che di nome fa Lionel Messi ed è nato per stravincere. Il suo annus horribilis è stato un lungo calvario, con partite deludenti, infortuni e malori. L’immagine del campione argentino stravolto e con il volto contratto in una smorfia di sofferenza per i conati che lo attanagliavano ha fatto il giro del mondo e convinto molti appassionati che la sua carriera fosse giunta nella fase discendente.
Il 2015 ha smentito tutti. Messi è stato il protagonista indiscusso della splendida orchestra allestita da Luis Enrique. La Pulce è tornata ad essere cinica, letale, inarrestabile. E rispetto a prima, è diventato anche più abile nel gestirsi e nell’appoggiarsi ai compagni. Forse il Messi ammirato nel 2015 è stato meno “one man show” rispetto al passato ma la squadra ne ha beneficiato. Il Barcellona ha trovato il modo per unire la classe indiscutibile del fenomeno argentino con il talento di Neymar e Suarez, permettendogli di trovare nuove alternative e idee più fresche. In poche parole, la Pulce non ha tutto il peso della squadra per quanto riguarda il reparto offensivo: può essere più libero di esprimersi, guadagnando anche una buona imprevedibilità.
Non che non si sia mai visto il solito Messi inarrestabile e travolgente. Chiedete a Boateng e Neuer, due freschi campioni del mondo, come ci si sente ad essere superati dal guizzante argentino. Forse però Messi, ora, è arrivato ad un nuovo livello di maturità. Ha capito come gestire il suo fisico minuto ed il suo straordinario potenziale, ha imparato a coinvolgere maggiormente la squadra pur rimanendo sempre il faro ed il leader della banda. Insomma, il suo dominio non solo non è finito ma promette di durare per altri anni. Finché la magia catalana non si interromperà. Ieri sera il campione argentino ha segnato l’ennesima tripletta di una carriera incredibile. Ma i tre gol hanno avuto un sapore speciale: Messi ha siglato 244 gol in 242 incontri al Camp Nou. E domani diventerà molto probabilmente il primo giocatore a conquistare per la quinta volta il Pallone d'Oro. Cifre da capogiro che con lui sono diventati la normalità. Questo è Messi, l’uomo capace di abbattere i record con il sorriso e la naturalezza dei fenomeni.
