Coppa delle Coppe 1992-1993: l'ascesa del grande Parma
Quella del Parma è una storia particolare. Nel 1990, anno in cui il Napoli vince il suo secondo scudetto in serie A, il Parma di Apolloni, Melli e lo storico capitano Lorenzo Minotti approda per la prima volta nella massima serie italiana. A sedere in panchina c’è la storia del calcio emiliano e non solo: Nevio Scala. La soddisfazione di entrare a far parte del calcio che conta non appaga l’ambiente parmense che due anni dopo vince la Coppa Italia nientepopodimeno che contro la Juventus di Roberto Baggio e Totò Schillaci. Grande, grandissimo traguardo per il club ducale che però non si ferma qui. Com’è che si dice: L’appetito vien mangiando? E fu proprio così anche in quel di Parma, specie dopo l’acquisto da parte del club gialloblù di un cannibale del gol come Faustino Asprilla, uno che non ha bisogno di presentazioni.
Con l’acquisto dell’esplosivo attaccante colombiano, un 3-5-2 collaudato e uno spirito combattivo che già aveva portato al conseguimento di grandi successi, il Parma si affacciava, nella stagione 1992-1993, alla seconda più importante competizione continentale dell'epoca: la Coppa delle Coppe. I ragazzi di Scala eliminano in successione gli ungheresi dell’Ujpest, i portoghesi del Boavista e i cechi dello Sparta Praga, incassando solamente un solo gol in sei partite. In semifinale contro l’Atletico Madrid, “Tino” Asprilla si erge a grande protagonista, mettendo a segno una doppietta che gela il Calderon (1-2) e rende inutile la vittoria esterna degli iberici per 1-0 all’Ennio Tardini. Il Parma approdava quindi allo stadio londinese di Wembley per giocarsi la finale del torneo contro l’Anversa. Qui a segnare sono Minotti, Melli e Cuoghi; le firme di un 3-1 che permettono ai ducali di alzare il loro primo trofeo continentale e di entrare con pieno merito nella storia del calcio italiano.
L’anno seguente il Parma ci riprova, arrivando nuovamente in finale di Coppa delle Coppe dopo aver vinto una seconda Coppa Italia. Purtroppo stavolta davanti c’è un avversario di ben altro blasone come l’Arsenal che spezza qualsiasi sogno di doppietta europea. Una grande delusione che però l’ambiente digerì facilmente quando, nella stagione successiva (1994-1995), il Parma arrivò persino ad alzare la Coppa Uefa.
