Suicidio Leo e il Milan stravince il derby
Non ci si improvvisa grandi allenatori da un giorno all'altro. L'ho sempre pensato e lo penso ancora di più stasera. Leonardo e la sua Inter perdono nettamente il derby contro i cugini del Milan e vengono ricacciati cinque punti dietro la capolista rossonera. Grandi meriti a Max Allegri, che senza Ibra, ha puntato su un centrocampo muscolare con Gattuso, Seedorf e Van Bommel. Una partita senza storia, dominata per lunghi tratti dal Milan, complice anche il suicidio tattico di Leonardo. Tre trequartisti dietro Pazzini, con solo Cambiasso e Thiago Motta a protezione di una difesa rattoppata all'inverosimile con un Ranocchia acciaccato, ma comunque ottimo, e un Chivu imbarazzante nel ruolo di centrale. Il 4-2-3-1 funzionava e ha funzionato con Mourinho, capace di ottenere il 101% dai suoi giocatori. Un modulo che ha bisogno dei sacrifici delle punte, costrette a sobbarcarsi recuperi di 70 metri nella fase difensiva. Tutto questo stasera non c'è stato. Eto'o costretto a giocare largo è un pugno nello stomaco per gli amanti del bel calcio. E quest'anno al centro dell'attacco c'è Pazzini. Bravo, ma non trascinatore decisivo come il Milito dell'anno passato.
Leonardo perde il terzo derby su tre disputati (due sulla panchina rossonera). Allegri ne ha vinti invece due su due. Il primo, dopo una grande carriera da calciatore e da dirigente, s'è trovato in panchina quasi per caso. Il secondo invece ha fatto la gavetta prima in C, poi in B e infine in A con il Cagliari. Forse questo ha fatto la differenza stasera, visto che le rose delle due squadre più o meno si equivalgono. Alla faccia di chi dice che la gavetta non è importante. Di Guardiola ce n'è uno solo. E allena il Barcellona.
