Pallone d'Oro a Rodri: una vittoria per il gioco del calcio. Anche se Vinicius...
Il mancato Pallone d’Oro a Vinicius è destinato a far discutere per anni. Come del resto capita spesso con questo premio, sulla cui credibilità aleggiano dubbi, illazioni e perplessità che periodicamente ritornano (quasi) a ogni assegnazione.
Rodri, una scelta in controtendenza
Eppure la scelta di Rodri, parzialmente in controtendenza rispetto al trend abituale, può essere in gran parte condivisa. Perché in controtendenza? Di solito è il calciatore non solo più incisivo, ma che ruba maggiormente l’occhio a finire sotto i riflettori dorati della kermesse parigina. In tal senso, l’opzione-Vinicius sembrava plebiscitaria. Il brasiliano ha realmente disputato una stagione-monstre, guidando il Real Madrid alla conquista della Champions a colpi di prodezze e di numeri funambolici. Non solo: in questo campionato (e in questa nuova Champions League) si sta esprimendo, se possibile, a un livello ancora più alto… al netto di qualche comportamento provocatorio e di qualche esultanza “esuberante” che spesso e volentieri gli hanno attirato i fischi e il livore dei tifosi avversari.
Vengono premiate la padronanza tecnica e l'intelligenza tattica: una vittoria per gli amanti del calcio
Premiare Rodri, però, significa celebrare il cervello pensante – spesso poco scenografico e appariscente – di due squadre fantastiche come il Manchester City e la Spagna Campione d’Europa. Rodri è, oggi come oggi, “il” regista. Detta i tempi della manovra in modo esemplare, decide quando rallentare e quando accelerare, “costruisce” mentalmente l’azione prima di svilupparla ed è l’architetto da cui partono tanto gli attacchi armoniosi del City quanto gli input per orchestrare la fase difensiva.
Assegnare il Pallone d’Oro all’iberico significa riconoscere la forza e l’imprescindibilità dell’intelligenza tattica nel regista moderno. Ed è un messaggio non del tutto rivoluzionario (vedi la consacrazione di Modric, risalente a qualche anno fa), ma comunque di forte impatto. Un riconoscimento alla sostanza, a discapito della spettacolarità.
Detto questo, Vinicius sarebbe stato un onorevolissimo trionfatore. Ma la scelta di Rodri non può che far applaudire gli amanti delle logiche e delle dinamiche del gioco del calcio.
