Milan: carattere e fortuna! Tedesche a vuoto e sceicchi tristi
Un Milan fortunato e di carattere riesce dove in tanti avevano fallito negli ultimi anni: vincere al Petrovskij di San Pietroburgo, casa dello Zenit di Spalletti. I russi non perdevano in Europa fra le mura amiche da ben 4 anni e cadono sotto i colpi di un Milan tosto, determinato e anche fortunato. La squadra di Allegri domina i primi 20 minuti mostrando forse il miglior gioco della stagione per poi calare e farsi travolgere dal ritorno dei russi che si scontrano contro un monumentale Abbiati che para tutto il parabile affossando a lungo le speranze di rimonta russa. Il Milan barcolla, ma non molla e una volta incassato il pari reagisce da grande squadra rimettendo in riga lo Zenit e trovando un gol fortunoso – o meglio dire un autogol – che regala tre punti pesantissimi in classifica e da grande morale per il proseguo della stagione aumentando l'autostima del gruppo, ora consapevole di poter fare grandi cose sia in campionato sia in Europa se continuerà a giocare con la stessa intensità dei primi e degli ultimi 20 minuti di partita e limiterà al massimo i passaggi a vuoto.
La serata di Champions League evidenzia anche la mini crisi delle squadre tedesche: dopo l'eliminazione del Borussia Monchengladbach nei preliminari e la sconfitta del Bayern Monaco in Bielorussa ieri sera, Schalke 04 e Borussia Dortmund non vanno oltre il pari nelle rispettive sfide. La squadra di Stevens viene fermata in casa da un modesto Montpellier che trova il gol del 2-2 al 90°. Minuti finali decisivi anche per il pari della squadra di Klopp che a Manchester, contro il City, spreca tutto il possibile prima e dopo il gol di Reus, venendo alla fine raggiunto da un rigore molto dubbio.
Chi piange è invece il Paris Saint-Germain che nonostante i grandi investimenti estivi che hanno portato alla corte di Ancelotti il meglio del meglio della Serie A e non solo, perdono contro un Porto che in estate ha invece ceduto a prezzo di record i suoi gioielli rimpiazzandoli nel migliore dei modi come da tradizione e senza risentire minimamente dell'assenza di Hulk e Witsel.
Segno che non basta uno sceicco come proprietario per poter dominare l'Europa, ma servono sopratutto progetti seri e programmazione. Un insegnamento che anche in Italia – in un periodo di vacche magre – sembra essere stato assimilato da big come Milan, Juventus, Inter e Napoli che in tempi e modi diversi sembrano aver intrapreso questa strada per tornare a primeggiare in Europa dove negli ultimi anni le squadre del nostro Paese hanno perso rapidamente terreno rispetto a nazioni un tempo considerate meno evolute.
