Milan-Barça, che partita! I blaugrana vincono, ma il Milan c'è.
Spettacolo. La partita tra il Milan e il Barcellona si può racchiudere tutta nella parola "spettacolo". San Siro, come sempre del resto, è il teatro ideale per una partita di calcio di tale importanza. Stadio strapieno e caloroso, colmo di milanisti e con circa 5000 anime catalane. Il Barcellona, si sa, è una squadra di marziani. Un meccanismo perfetto che raramente sbaglia. Un macchina da calcio che esprime poesia e agonismo allo stesso tempo. Non li si può affrontare a viso aperto o si prendono 5-6 gol. Chiedere al Real e allo Special One Mourinho. Non li si può affrontare col catenaccio, prima o poi il gol arriva. E quando ti scopri per recuperare sono dolori.
Il Milan di stasera ha fatto, al cospetto della squadra migliore del mondo, un'eccellente figura. Partita in bilico fino alla fine, rossoneri propositivi e mai arrendevoli, che hanno creato più di qualche grattacapo ai Guardiola's Boys. Dopo una partenza all'insegna dell'equilibrio, arriva l'autogol di Van Bommel a spianare la strada ai catalani.Poi succede che Ibra, da tutti definito non decisivo in Champions, decide di siglare il più classico gol dell'ex, per buona pace di Guardiola. 1-1 e tutto da rifare per i catalani, che soffrono le scorribande rossonere. Passano diversi minuti e Xavi cade in area. Stark fischia (o forse lo fischia uno dei suoi collaboratori) un rigore quantomeno dubbio e Messi, ovviamente, realizza. Quando si pensa a una partita chiusa col dominio e il possesso palla azulgrana, arriva il gran gol del Prince Boateng, sempre più decisivo con i rossoneri. 2-2, spettacolo e gol, stadio in visibilio. Ma, piccolo particolare, non si erano fatti i conti con lui. Lionel Messi, autore di stratosferico assist tra quattro uomini per liberare Xavi che realizza, con freddezza, il gol del definitivo 2-3.
Il Barcellona vince e convince ma non domina. Colpa, o merito, del Milan di Allegri. I rossoneri fanno un figurone e dopo questa partita hanno forse capito che se la possono giocare anche contro il Barça dei marziani. Grande personalità dimostrata da Allegri, che affronta Guardiola con un centrocampo più tecnico che fisico, rinunciando sia ad Ambrosini che a Nocerino, preferendo la qualità e il palleggio di Seedorf e Aquilani.
Ora appuntamento ai prossimi turni, magari in finale. Per il Barcellona ormai è routine, per il Milan sarebbe una gran prova di forza dopo lo scudetto dello scorso anno. Non ci resta che aspettare.
