La Juventus riuscirà a restare nella "Jose League"? O sarà sfida Germania-Spagna?

La Juventus riuscirà a restare nella "Jose League"? O sarà sfida Germania-Spagna?TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 4 aprile 2013, 00:30Champions Insights
di Stefano Giovampietro

Alla fine dell'andata dei quarti di finale, poche cose sono (in)certe. Quasi tutto, se non segnato (non diamo mai nessuno per morto o spacciato), è davvero decisamente indirizzato. Due pareggi e due vittorie, nette, secche. Cominciamo ad analizzare i pareggi: diversi, molto diversi. Lo 0-0 tra Malaga e Borussia Dortmund lascia tutto in ballo per il ritorno, con i ragazzi di Klopp che tornano in patria senza le mani, divorate per i tanti errori che hanno evitato al Malaga di andare a fare, fra 6 giorni, una scampagnata di piacere al Signal Iduna Park. Poi c'è il 2-2 del Barça sul PSG. Matuidi ha dato una minima speranza di vita ai suoi, ma dalla tribuna del Camp Nou (sarà squalificato) dovrà letteralmente pregare per i suoi compagni, che se la vedranno contro i mostri vestiti di blaugrana. Forse mancherà il mostro più temuto; quel folletto con il numero 10, che però è anche specialista in recuperi record. Le diagnosi sono ballerine: da 3 settimane a 10 giorni e forse meno. Ancelotti non può star tranquillo; escludendo un 3-3 o un 4-4, il PSG dovrà andare a vincere nella tana catalana, con o senza Messi. Ben inteso! Senza è meglio, ma non è poi che sia una discriminante proprio decisiva.


Passiamo alle vittorie. Dicevamo, nette, anche se il termine forse non coglie appieno il dominio territoriale, di gioco, di personalità e di carattere sfoggiato rispettivamente da Bayern Monaco e Real Madrid. Gli spagnoli hanno rifilato un 3-0 perentorio al Galatasaray spegnendo le speranze turche e i grandi sogni di gloria di Drogba e Sneijder. E lo Special One che si candida alla vittoria della terza Champions in tre paesi diversi; la decima del Real. Potrebbe giungere al secondo anno di gestione, come successe con l'Inter. Tante coincidenze e tante ricorrenze che rendono ancora più amato/odiato quel gran personaggio che è Mou (dipende da che parte vi schierate). Con un piede e tre quarti già in semifinale, Jose può pensare in grande e molti cominceranno a vedere le gambe tremare. Galatasaray praticamente nullo; Terim si aggrappa a un rigore non dato, ma questa è la competizione degli episodi. Ricordate chi lo diceva? Ebbene sì, proprio Mourinho. Proprio lui; e quando gli episodi cominciano a girare, la Champions si trasforma sempre più nella "Jose League". Siamo certi che, nel caso lasci i blancos, tornerebbe a Londra rinunciando quasi sicuramente alla "sua" competizione? Lui giura di sì... Vedremo.

Non ha un piede e tre quarti in semifinale, ma solo uno mezzo intendiamoci, il Bayern Monaco. Purtroppo per la Juve, scioltasi di fronte a un avversario di grande caratura, carico a pallettoni, che non ha lasciato nulla d'intentato. Un avversario che ha avuto la fortuna di trovare il gol al 1' su una bambola di Buffon e la sfortuna di non averne fatti tre, quattro o forse cinque. I bavaresi hanno volato sul campo e fatto venire i capelli dritti a gente che di solito giganteggia in Italia, vedi Marchisio, Barzagli, Chiellini. Timidi e spaesati, tutti hanno arrancato fino al 90' limitando i danni. Riuscendoci, più o meno, e mantenendo vive le seppur poche possibilità di passare il turno. Bisognerà fare affidamento sullo Stadium, sulla voglia di riscatto della squadra e bisognerà, più che mai, non prendere gol. Non si può sempre sperare che la mira di Muller e Robben sia difettosa. Insomma, ci vorrà, scusate il termine ritrito, la remuntada in stile Barça. Il risultato è lo stesso; il Milan ha imparato sulla propria pelle che è possibile. Altrimenti la Champions rimarrà una questione tra tedeschi e spagnoli. Juventus e PSG dovranno gettare il cuore oltre l'ostacolo per evitare che ciò accada. La magia della Champions è anche questa; non crederci sarebbe un delitto davvero imperdonabile. Tra 7 giorni la verità (e la storia) sarà scritta.