Juventus e PSG due giochi agli antipodi per lo stesso obiettivo

Juventus e PSG due giochi agli antipodi per lo stesso obiettivo
giovedì 7 marzo 2013, 00:00Champions Insights
di Tommaso Maschio

Dal mercoledì di Champions League emergono i risultati di due outsiders – seppur d'alto lignaggio – della competizione: la Juventus di Antonio Conte e il Paris Saint-Germain di Carlo Ancelotti. Due squadre che accedono ai quarti di finale al termine di prestazioni diametralmente opposte sul piano del gioco più che del risultato.

La Juventus di Conte dimostra infatti di essere di tutt'altro livello rispetto a un Celtic generoso e sospinto dai propri tifosi, impagabili anche a Torino dopo la gara d'andata. 24 minuti dal fischio iniziale e Matri, una delle tante seconde linee schierate nella serata Europea, mette la parola fine alle flebili speranze degli scozzesi, già battuti sonoramente all'andata per 3-0. Nella ripresa arriva anche il raddoppio di Quagliarella che permette ai bianconeri di accedere con estrema facilità al turno successivo e iniziare a far paura a tutte le avversarie. La squadra di Conte, come in campionato, dimostra una facilità di gioco e una proprietà di palleggio che poche squadre possono vantare in Europa. Un gioco costruito nel tempo e che pur cambiando gli interpreti non perde d'efficacia grazie a una rosa completa e competitiva in ogni reparto dove tutti sanno cosa devono fare e cosa si aspetta il tecnico da loro e dove anche i giocatori meno di grido – Giaccherini, Padoin, Marrone ecc – danno il loro contributo sentendo la fiducia di un tecnico che li ha voluti fortemente e trattenuti a forza nonostante le richieste nelle scorse finestre di mercato.

L'opposto del Paris Saint-Germain che dimostrano di essere una squadra in piena costruzione, un cantiere aperto che non vede la fine dei lavori. Le assenze di Verratti e Ibrahimovic sono certamente pesanti per la squadra di Ancelotti, ma i sostituti sono all'altezza e giocherebbero titolari in quasi tutte le squadre ancora in corsa per la vittoria finale. Fa però specie che un attacco composto da Pastore, Lavezzi e Lucas, con Thiago Motta in regia non riesca a costruire uno straccio di azione corale, giocando a strappi e basandosi solo su iniziative individuali che portano però pochi frutti nonostante di fronte vi fosse una difesa più che rabberciata come quella del Valencia di questa sera.

Se la Juventus può sperare col suo gioco di fare ancora strada e accedere magari alle semifinali, il PSG  dovrà cambiare invece radicalmente il suo modo di giocare se vorrà avere la meglio delle prossime squadre che il destino gli metterà di fronte, perché dai quarti in poi affidarsi solo ai talenti offensivi, o magari a un Ibra che mai ha brillato nella fase a eliminazione diretta, potrebbe non bastare ad Ancelotti per far strada e conservare la propria panchina anche nella prossima stagione.