Inter, serve un'impresa: Mou insegna...
E adesso, tocca all'Inter. La beffa dell'andata contro il Bayern Monaco è ancora sul groppone dei nerazzurri, troppo amaro quel finale con l'astuto Gomez a far sognare Van Gaal. A San Siro si è vista una buona Inter, poco più che sufficiente, ma all'Allianz Arena non basterà. Questa sera, nel teatro dei sogni tedeschi, ci sarà da compiere una vera e propria impresa. Bisognerà mettere in risalto tutte le proprie qualità da campioni d'Europa in carica per difendere la Coppa e l'orgoglio di un'Italia calcistica messa al ridicolo all'estero, per larga parte con giuste ragioni, ma troppo spesso dimenticando che i campioni di tutto risiedono proprio nel Belpaese. Il Bayern è squadra polivalente, sicura di sé, con dei punti deboli come chiunque: in avanti c'è l'estro di gente come Ribery e Robben, continue accelerate da frenare per la difesa nerazzurra, particolarmente 'sola' rispetto all'andata dove Leonardo puntò su un centrocampista in più sacrificando una punta ed isolando Eto'o davanti. In più, a condire la fantasia del francese e dell'olandese, la straordinaria intelligenza tattica di un Muller e l'opportunismo spietato di Gomez. Belle gatte da pelare, per Maicon e compagni.
Il centrocampo è ben strutturato, la difesa gode di buone potenzialità sulle corsìe laterali ma è un noto colabrodo per vie centrali. Ecco, è lì che l'Inter dovrà sapersi infilare e colpire, come nella notte di Madrid, quando si puntò sui corridoi centrali e l'intesa sull'asse Sneijder-Milito fece passare 90 minuti d'inferno a Van Buyten - che stasera ci sarà - e Demichelis. Fu straordinaria la gestione di quella partita da parte di José Mourinho, così come di tutte le trasferte europee della fase eliminatoria della scorsa Champions League. Attenzione massima dietro, giusta calma davanti, anche se stavolta si verrà da un risultato negativo da ribaltare. L'Inter non dovrà avere fretta, ma errori non sono concessi, né in attacco né in difesa. Il Bayern se ferito può capitolare, l'Inter può tornare a sognare e l'Italia può strappare un sorriso. Per adesso, questa è soltanto la conclusione più bella che ci aspettiamo, ma non siamo nemmeno all'inizio. Servirà l'impresa, sperando che il sogno di una ribalta nerazzurra e del calcio italiano a livello europeo non resti tale...
