Il sogno e l'ossessione
Il palcoscenico è di quelli speciali. L'atmosfera, pure. Lo spettacolo è offerto da due squadre modello, frizzanti e giovani, fiduciose nel progresso della gioventù e guidate da timonieri che conoscono al meglio i propri mari. Tutto questo - e molto di più - è Arsenal-Udinese, l'incontro che questa sera andrà in scena al suggestivo 'Emirates' di Londra. Un appuntamento che significa tutto e il contrario di tutto per le due compagini, che arrivano alla sfida con stati d'animo diametralmente opposti. E' a dir poco abbattuto il morale in casa Arsenal, dove l'addio di Cesc Fabregas e quello imminente di Samir Nasri hanno tramortito ancora una volta in partenza le speranze di poter vincere almeno la Premier per i Gunners. Se poi l'esordio è un deludente 0-0 contro il Newcastle, allora per Wenger i tempi sono veramente duri. La Champions è un'occasione per riscattarsi, un'opportunità enorme per ritrovare fiducia e per non lasciarsi andare completamente in balìa del nuovo che avanza.
Il nuovo che avanza è il modello Udinese, proprio simile a quello dei londinesi. Occhi vigili in giro per il mondo, talenti presi a pochi spiccioli, svezzati, spremuti e quindi rivenduti a valanghe di milioni a chi se li può permettere. A dirigere la perfetta orchestra c'è la famiglia Pozzo in cabina di regia e Francesco Guidolin sul set, un'autentica garanzia: i friulani hanno centrato il sogno Champions grazie allo spettacolo offerto da una squadra giovane e bella da vedere, sempre energica, che ha perduto pezzi importanti proprio come accaduto all'Arsenal, da Sanchez a Inler passando per Zapata, ma che ha mantenuto vivo il suo spirito orgoglioso, mentre i Pozzo non hanno perso occasione di reinvestire i milioni accumulati in nuovi gioiellini già in rampa di lancio mantenendo sempre i conti a posto, particolare che di questi tempi fa assolutamente onore alla società bianconera.
E allora, non resta che ascoltare l'ormai celeberrima musichetta e prepararsi al primo round. Immaginiamo i brividi di Totò Di Natale in quel momento, i sorrisi dei sostenitori friulani, la tensione di Wenger e lo sguardo convinto di Guidolin, i tifosi dell'Arsenal cercheranno Fabregas in mezzo alle maglie bianche e rosse senza trovarlo più, quelli dell'Udinese faranno lo stesso con Sanchez e Inler, ma senza preoccuparsi più di troppo. La differenza, signori, sta proprio in questo punto di mourinhana memoria: per l'Arsenal questo preliminare sarà un'ossessione, perché Wenger non può fallire e deve vincere per ritrovare l'entusiasmo smarrito, mentre per l'Udinese sarà un sogno, un meraviglioso sogno da rincorrere con tutte le proprie forze e da non lasciare per strada. La storia passa per Londra. Sperando per il nostro calcio che finisca come fu per l'Inter di Mourinho, prepariamoci a una sfida elettrizzante. Lo spettacolo sta per cominciare. D'altronde "è un sogno, non è un'ossessione"...
