Il Barça ipoteca i quarti. Il Lione vince ma non convince. Altro che Celentano...
E' ritornata, finalmente, la Champions League. Nella giornata degli innamorati, nell'anniversario della morte di Pantani e nel giorno in cui inizia Sanremo, il calcio europeo ritorna ad allietare le nostre serate. E chi se ne frega del monologo, pessimo, di Celentano sul palco dell'Ariston. Per fortuna c'è Lionel Messi a farci sorridere e a farci apprezzare il martedì europeo: la Pulce argentina incanta con le sue giocate, anche se per una volta non è lui il cannoniere del Barcellona. E' infatti Alexis Sanchez il mattatore della partita. In tanti storcevano il naso quando Guardiola lo voleva in blaugrana. "Farà tantissima panchina" si diceva. E invece ha costretto Bojan alla partenza, ha mandato spesso in panchina un attaccante come Villa e negli ottavi di Champions, ovvero nel momento topico della stagione, trova i suoi primi due gol europei. "Non come Ibrahimovic che nei match importanti sparisce" sussura qualcuno, in attesa del Milan domani sera.
I ragazzi di Guardiola vincono a Leverkusen per 1-3 e ipotecano i quarti. Tutto facile, anche se la pressione era tanta. Il Real di Mourinho scappa nella Liga e agli azulgrana pare essere rimasta solo la ribalta europea. Al Camp Nou i tedeschi dovranno inventarsi qualcosa se vorranno invertire un pronostico già scritto.
Vince anche il Lione contro l'Apoel, autentica sorpresa del girone di qualificazione. I francesi, dopo essersi qualificati in extremis, faticano oltremodo contro i ciprioti, ma riescono a vincere per 1-0. Per il ritorno è ancora tutto aperto e la sorpresa Apoel potrebbe continuare a far sognare. Il pubblico cipriota preparerà una calda accoglienza ai propri beniamini in quella che potrebbe essere la partita più importante della loro storia.
