I nuovi marziani

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© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 24 aprile 2013, 00:01Champions Insights
di Alessandra Stefanelli

Alzi la mano chi di voi si aspettava una vittoria così schiacciante da parte del Bayern Monaco sul Barcellona. Certo, le premesse c'erano tutte. Per la prima volta da tempo immemore, infatti, la formazione blaugrana era arrivata alla semifinale d'andata senza i favori del pronostico. Troppo forti erano apparsi i ragazzi terribili di Jupp Heynckes nelle doppie sfide con Arsenal e Juventus, troppo fragili al tempo stesso erano sembrati Messi e compagni, che avevano sudato non poco per eliminare formazioni non certo irresistibili come Milan e Paris Saint-Germain.

La sensazione nell'aria, già ben prima del clamoroso risultato di stasera, era che questo potesse davvero essere l'anno del Bayern. Due finali di Champions, anche se perse contro Inter e Chelsea, non si fanno mai per caso. E se nel frattempo l'Inter è di fatto sparita tra le big e il Chelsea è finito relegato nell'Europa minore, il Bayern Monaco è ancora lì, vera costante del calcio europeo degli ultimi anni quanto se non più del Barcellona. Nel frattempo la formazione blaugrana è diventata lenta, prevedibile, quasi facile da arginare (il Milan ha accarezzato l'impresa all'andata, il Paris Saint-Germain ha ceduto il passo solo per l'assurda regola dei gol in trasferta), mentre il Bayern è diventato il nuovo modello da imitare: squadra moderna, mediamente giovane, capace di giocare di fioretto ma anche di spada quando serve.

Sono loro i nuovi marziani, ormai possiamo dirlo. Una squadra capace di mantenere lo zoccolo duro nelle ultime stagioni (i vari Lahm, Schweinsteiger, Gomez ecc.) e al tempo stesso di rinforzarsi ogni anno con giovani di prospettiva (Alaba) e acquisti milionari (Javi Martinez la scorsa estate, Gotze quest'anno). Come se non bastasse, il Bayern si è già accaparrato l'allenatore più corteggiato, Pep Guardiola. Difficile dire quanto l'ex tecnico blaugrana possa apportare a una macchina che appare perfetta già da adesso, ma per quello ci sarà tempo. Ora è il momento di celebrare la creatura di Jupp Heynckes, al di là di come andrà la gara di ritorno e l'ormai scontata - dopo un 4-0 all'andata possiamo dirlo - finalissima di Wembley.