Europa League competizione che porta sorprese, ma per le italiane buona la prima...
L'Europa, quella più "piccola", porta sempre sorprese. Non per le italiane che vincono - chi con il minimo sforzo chi non senza soffrire - e mettono la freccia nei rispettivi gruppi prendendosi la testa della classifica. In Europa League siamo in due, ma ci accontentiamo ed evitiamo figuracce, con una Lazio - in gol Hernanes, già in formato derby - a cui Petkovic ha saputo insegnare perfettamente come comportarsi fuori dai confini nazionali e la Fiorentina a passeggio all'ora dell'aperitivo, contro quella che fu la sorpresa del campionato portoghese della passata stagione, strapazzata da Spalletti nei preliminari di Champions e strapazzata da Montella - e Borja Valero versione deluxe - nel giovedì di coppa. Nei gironi delle italiane, le squadre con cui presumibilmente si giocheranno la testa del girone, vincono. il Trabzonspor vince contro il Limassol non senza faticare, mentre il Dnipro vince in trasferta 0-1 contro il Pandurii. Ma come abbiamo detto, sorprese devono esserci e sorprese troviamo, l'Europa League è un campo minato, anche per le migliori formazioni, anche per quelle che sulla carta risultano più preparate. Evidentemente la nuova formula porta con sè semi-sconosciute cenerentole che tanto cenerentole non sono e non hanno voglia alcuna di essere comparse.
Il Genk sbanca Kiev, lo Slovan Liberec pareggia in casa del Friburgo mentre la Dinamo Zagabria perde in casa contro la squadra di Odessa. I tonfi più rumorosi sono quelli del Psv tra le mura amiche - il Ludogorets è corsaro 0-2 in Olanda - e del Valencia - 0-3 dello Swansea -.
Una coppa da grandi squadre lo è stata solo nell'ultima stagione dove blasone e storia si sono ritrovati in finale con Chelsea e Benfica. Che sia riniziata la coppa dalle sorprese?
Poco importa, per ora. La strada per Torino è ancora lunga. Per le italiane, buona la prima.
