Fratelli d'Italia, l'Italia s'è persa

Fratelli d'Italia, l'Italia s'è persaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 10 marzo 2011, 00:00Champions Insights
di Giampaolo Gaias

Non abbiamo fatto in tempo a leccarci le ferite per l'eliminazione della Roma, che subito è arrivata anche quella del Milan. I rossoneri, squadra più titolata al mondo (come piace ripetere a Galliani), hanno perso il doppio confronto con il Tottenham, nuova "grande" del calcio inglese. Un'eliminazione che non lascia alibi. Se la prima forza del campionato italiano non riesce, in 180 minuti, a segnare nemmeno un gol alla quinta del campionato inglese, un problema c'è. Poche o nulle le responsabilità del tecnico Allegri, esordiente in questa competizione. Il mister ex Cagliari ha fatto tutto quel che poteva per passare il turno. Formazione iper offensiva, chiaro segnale di volersela giocare fino in fondo. Purtroppo però non è bastato. A poco serve recriminare sulle assenze di Gattuso, squalificato, di Ambrosini infortunato e degli indisponibili Cassano, Van Bommel ed Emanuelson. E' ora di dirlo chiaramente: il made in Italy non funziona più. Non funziona con la Nazionale e non funziona con i grandi club del belpaese impegnati in competizioni internazionali. L'Inter dell'anno scorso è solamente un episodio favorevole in mezzo alla triste realtà. L'Italia quest'anno ha perso tre delle sue rappresentanti prima dei quarti di finale e rischia di perdere anche la quarta, proprio l'Inter, che dovrà fare l'impresa a Monaco di Baviera per rimontare il Bayern vittorioso a San Siro. La crisi ormai è lampante. Il campionato italiano è diventato bello, avvincente e combattuto, ma solo perchè si è livellato verso il basso. Un Milan che fatica con il Chievo o una Roma che viene sconfitta a Brescia, come possono pensare di sfidare colossi come Barcellona o Chelsea?

Ben vengano allora queste eliminazioni contro i modesti ucraini dello Shakhtar e gli inglesi del Tottenham. Se è andata male con questi, non osiamo immaginare cosa sarebbe successo contro Messi e Villa o contro Torres e Lampard. Ora bisogna lavorare per rifondare, mettere le basi per tornare in alto. Puntare sui settori giovanili italiani e non svenarsi per comprare pseudo talenti stranieri.

Di questa serata sono da salvare solamente la coppia centrale Nesta-Thiago Silva e Clarence Seedorf. I primi due sono ormai una realtà. Nesta, ultratrentenne, ha dimostrato ancora una volta di essere il miglior difensore italiano, uno dei migliori di sempre. Purtroppo gli infortuni ne hanno limitato la carriera, specialmente in Nazionale. Ma guardarlo giocare con questa classe è sempre un belvedere. Thiago Silva è il futuro: un giocare straordinario, veloce, bravo con i piedi e intelligente tatticamente. Sarà il punto fermo del Milan del futuro.

Poi c'è Seedorf. Per descriverlo non basterebbero due giorni. A trentacinque anni suonati, gioca alla grande come schermo difensivo, non perdendo mai un pallone. Un esempio di classe che troppo spesso i tifosi di San Siro non hanno apprezzato come realmente meritava. Un campione che ha vinto tutto, ma che mantiene l'umiltà che lo ha sempre contraddistinto nella sua carriera. L'umiltà che lo fa sciogliere in lacrime davanti al microfono dell'invitato Rai, che lo voleva intervistare nel post partita. Seedorf ha pianto perchè avrebbe voluto vincere. Lui che ha vinto 4 Champions League, avrebbe voluto vincere ancora, anche stavolta. Vorrebbe vincere sempre. Ecco quello che manca al made in Italy per far strada in Champions League: la voglia di vincere e il saper soffrire per arrivare alla vittoria. Mourinho lo ha capito lo scorso anno e ha sfruttato la voglia di successi dell'Inter, che non vinceva la Champions da quasi 50 anni, per riportarla sul tetto d'Europa. Chi sarà il prossimo capace?