Fenice Ibra, Roma da sbornia. Mou ricomincia da due
Per risorgere c'era bisogno di un Ibra così. Il Milan ritorna sull'onda dopo la sconfitta di Cesena - e un primo tempo così e così con l'Auxerre - anche grazie alle giocate di Boateng e Ronaldinho, ma è Ibrahimovic il vero mattatore della serata. Con due gol importanti, che incideranno sulla stagione del Milan più del rigore sbagliato contro i romagnoli. Il popolo rossonero può incominciare a godersi il lungagnone svedese, arrivato dal Barça a prezzo di saldo, che ha la capacità di risolvere anche i momenti più complicati grazie a un'intuizione che altri attaccanti non hanno. Difficile pensare a un giocatore più decisivo di Ibra, ma Allegri ha bisogno di plasmare la squadra su misura e con Ronaldinho, Pato e Robinho in rosa sarà difficile trovare la quadratura del cerchio. Dall'altra parte della barricata il Real Madrid regola con un secco due a zero l'Ajax, giocando un calcio divertente anche grazie a Ozil e Cristiano Ronaldo (fischiato, il Bernabeu è inconcepibile), clamorosi interpreti del pallone dei nostri giorni: se poi c'è Higuain davanti, tutto diventa più semplice. Mourinho ricomincia da due, laddove aveva finito il maggio scorso.
La Roma, nel frattempo, sembra non averne più: ed è strano, essendo alle prime partite di una stagione che avrebbe dovuto consacrare una squadra strepitosa nei singoli, anche se più vecchia di un anno (con in aggiunta Borriello). Pochi tiri in porta, pure Totti si è lamentato per l'idea di gioco dei giallorossi, Ranieri dovrà fare un grande lavoro per ritornare ai livelli dell'anno scorso. Basilea e Cluj non sono a livello di Bayern e Roma, il turno è agevole, Ranieri ha tempo per aggiustare il tiro.
Sorpresa di giornata lo Spartak Mosca, costretto sulla difensiva per tutto il match, che passa grazie a un autogol sfortunato del talento spagnolo Azpilicueta. Lo Shakhtar regola il Partizan con una punizione di Srna: decisamente colpevole il portiere dei serbi nell'occasione. Tutto facile, in compenso, per le inglesi. La vittoria dell'Arsenal acuisce i problemi del Siviglia, che con un Braga così è riuscito a perdere due partite su due: attenzione ai gunners, hanno la squadra perfetta per vincere quest'edizione della Champions, anche perché i giovani terribili stanno crescendo, Chamakh è un ottimo terminale offensivo e Arshavin è nel pieno della sua carriera. Fabregas, poi... Chiosa finale per Carlo Ancelotti: non era questa la partita per giudicare il Chelsea, ma lo score è semplice. Cinque partite fra Premier e Champions, ventuno gol. Sarà una lunga stagione per gli avversari.
